Lo smartworking piace? Sì, però…

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Regus: Lo smart working aumenta la produttività, ma allunga l'orario

La Rete e i servizi digitali oggi rendono possibile ed economico lavorare anche da casa. Ma quanto piace lo smartworking? Lo svela un’indagine di Kelly Services

Kelly Services che opera nell’ambito della consulenza per le risorse umane, e offre su scala globale servizi di outsourcing, HR ha voluto rispondere alla domanda del titolo con una ricerca basata sul contributo proprio dei lavoratori: oltre 14 mila candidati in dieci Paesi Europei, tra cui l’Italia, presente con circa 2.000 intervistati.

La ricerca è interessante perché il tema del lavoro da remoto, come già è accaduto per quello relativo al Bring Your Own Device (Byod), evidenzia un fenomeno che come tanti altri è stato prima esperìto e poi regolamentato. Grazie allo sviluppo oltre che di Internet dei servizi digitali oggi è semplicissimo rimanere in contatto con i colleghi pur lontani dal tradizionale ufficio. 
L’apprezzamento dello smartworking, tuttavia, è decisamente controverso.

I dati raccolti evidenziano come la realtà della vita lavorativa stia anche in questo caso impiegando più tempo del previsto ad adeguarsi ai nuovi trend tecnologici.

Lo si capisce chiaramente dalle risposte date alla domanda “Avendo la possibilità di scegliere, preferiresti lavorare da casa / da remoto o in ufficio?” .
Ci limitiamo allo scenario del nostro Paese e vediamo che solo il 5 percento dei lavoratori sceglierebbe la soluzione più netta e, almeno sulla carta, perfetta: ovvero lavorare esclusivamente da casa. Una percentuale davvero molto bassa e di grande peso, se si considera che il  59 percento, invece, sceglierebbe una soluzione “ibrida”, che preveda sia il lavoro da casa che quello dall’ufficio.

E voi da dove preferite lavorare?
E voi da dove preferite lavorare?

Perché la maggior parte dei lavoratori è restia a rinunciare del tutto ad una scrivania? Sembra che il vero motivo per cui l’ufficio continui ad essere un’opzione valida per i dipendenti sia il fattore umano.
Alla domanda “Cosa preferisci del lavoro in ufficio?” gli intervistati hanno risposto nel 60 percento dei casi “è più facile interagire con i colleghi”. 

Al secondo posto (48,5 percento) si colloca il lato sociale di essere insieme ad altre persone. Si tratta di ragioni prettamente relazionali: probabilmente la tecnologia è vista come un fattore distanziante.

Anche perché il campione concorda sul fatto che lavorare da remoto non pregiudica le possibilità di crescita o promozione. Nel nostro Paese, solo il 29 percento degli intervistati crede che essere fisicamente presenti in ufficio offra loro più visibilità o riconoscimento in azienda.

Nell’ambito dello smartworking, l’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata risulta un fattore interessante: per il 65,3% dei rispondenti, infatti, lavorare da casa è sinonimo di un miglior equilibrio tra vita privata e vita lavorativa, mentre per il 38,3% lavorare in ufficio rappresenta l’occasione perfetta per tenere separati lavoro e vita privata.

Hai considerato di diventare un lavoratore autonomo
Hai considerato di diventare un lavoratore autonomoHai considerato di diventare un lavoratore autonomo

Un altro aspetto interessante è che il lavoro in proprio, come approccio flessibile al lavoro in sé e per sé, non è risultata un’opzione altrettanto apprezzata. Infatti, solo il 13,7 percento degli intervistati italiani ha risposto di aver intenzione di mettersi in proprio, il 27,3 percento l’ha preso in considerazione ma non ha intenzione di farlo, il 41,7 percento potrebbe considerarlo in futuro, mentre il 17,4 percento lo esclude.

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