Microelettronica: la Ue supporta un progetto di ricerca a quattro

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La Commissione europea approva il progetto di Francia, Germania, Italia e Regno Unito ed eroga sovvenzioni pubbliche per un importo pari a 1,75 miliardi di euro per un progetto comune di ricerca e innovazione nel settore della microelettronica

La Commissione europea approva il progetto di Francia, Germania, Italia e Regno Unito di erogare sovvenzioni pubbliche per un importo pari a 1,75 miliardi di euro per un progetto comune di ricerca e innovazione nel settore della microelettronica. Il progetto mira a mobilitare 6 miliardi supplementari di euro di investimenti privati. Il progetto dovrebbe essere completato entro il 2024 e per ciascuno dei singoli sottoprogetti è previsto un calendario specifico.

Il 30 novembre, la Francia, la Germania, l’Italia e il Regno Unito hanno notificato congiuntamente alla Commissione un progetto di comune interesse europeo. La microelettronica consiste in piccoli componenti elettronici generalmente costituiti da materiali semiconduttori come il silicio. I componenti microelettronici di base, comunemente noti come chip e sensori, si trovano in quasi tutti i dispositivi elettronici.

Il progetto di ricerca e innovazione integrata coinvolgerà 29 partecipanti diretti che hanno sede nell’Unione europea o al di fuori di essa. I partecipanti appartengono per lo più al settore dell’industria, ma vi sono anche due organismi di ricerca, che realizzano 40 sottoprogetti strettamente intercorrelati.

I partecipanti lavoreranno in collaborazione con i partner, come altre organizzazioni di ricerca o piccole e medie imprese (Pmi), anche al di là dei quattro Stati membri.

Il progetto di microelettronica

L’obiettivo generale del progetto è di permettere ricerche e mettere a punto tecnologie e componenti innovativi (ad esempio chip, circuiti integrati e sensori) che possono essere integrati in un’ampia gamma di applicazioni a valle, tra cui i dispositivi di largo consumo, come gli apparecchi domestici e i veicoli automatizzati, e gli apparecchi commerciali e industriali, per esempio i sistemi di gestione per le batterie utilizzate per la mobilità elettrica e lo stoccaggio di energia.

In particolare, il progetto dovrebbe favorire la ricerca e l’innovazione a valle, per quanto riguarda il vasto ambito dell’internet delle cose e degli autoveicoli interconnessi e senza conducente.

Fonte: Commissione Europea

I partecipanti al progetto e i loro partner concentreranno il loro lavoro su cinque diversi settori tecnologici:

  • chip efficienti sul piano energetico: elaborazione di nuove soluzioni per migliorare l’efficienza energetica dei chip. Ciò ridurrà, ad esempio, il consumo globale di energia dei dispositivi elettronici, compresi quelli installati negli autoveicoli;
  • semiconduttori di potenza: sviluppo di nuove tecnologie di componenti per apparecchi intelligenti, e per veicoli elettrici e ibridi, al fine di aumentare l’affidabilità dei dispositivi finali a semiconduttore;
  • sensori intelligenti: elaborazione di nuovi sensori ottici, sensori di movimento o di campo magnetico, capaci di migliori prestazioni e dotati di maggiore precisione. I sensori intelligenti contribuiranno a migliorare la sicurezza degli autoveicoli, consentendo di reagire in maniera più affidabile e tempestiva per permettere a un autoveicolo di cambiare corsia o evitare un ostacolo;
  • attrezzatura ottica avanzata: sviluppo di tecnologie più efficaci per futuri chip di alta gamma;
  • materiali compositi: sviluppo di nuovi materiali compositi (al posto del silicio) e di dispositivi adatti a chip più avanzati.

“La microelettronica è presente in quasi tutti i dispositivi elettronici di cui ci serviamo quotidianamente: telefonini, computer, lavatrici, macchine. L’innovazione nel settore della microelettronica può aiutare l’Europa intera a compiere enormi progressi in materia di innovazione. Per questo motivo è particolarmente opportuna l’iniziativa di governi europei che insieme decidono di sostenere importanti progetti di comune interesse europeo in situazioni in cui il mercato, da solo, non è disposto a rischiare. Ed è per questo motivo che, per agevolare il loro compito  – spiega Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenzaabbiamo istituito norme speciali in materia di aiuti di Stato che permetteranno di realizzare progetti di ricerca e innovazione rischiosi e pionieristici, garantendo al contempo che i loro benefici siano largamente condivisi e non si ripercuotano negativamente sulla concorrenza in Europa. In tal modo, l’innovazione finanziata con il denaro dei contribuenti andrà realmente a beneficio dei cittadini europei.”

” Ogni dispositivo collegato, ogni macchina moderna, tutti i nostri servizi digitali dipendono da componenti microelettronici che diventano più piccoli e più rapidi con il tempo. Se non vogliamo dipendere da altri per queste tecnologie essenziali, ad esempio per motivi di sicurezza o di efficacia, dobbiamo essere in grado di progettarli e produrli noi stessi. La decisione di oggi è il risultato di una cooperazione rafforzata e di una visione europea condivisa“, conclude Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Economia e la società digitali.

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