Microsoft EDU Day 2018, progetti e strumenti digitali al servizio della scuola

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Microsoft EDU Day 2018 ha evidenziato come le partnership tra pubblico e privato possano favorire il recupero di ritardi gravi, tanto più nella scuola. Più che una “didattica digitale” serve innestare cultura digitale nella didattica

Non ci era mai capitato prima di vedere la sede di Microsoft Italia invasa da uno sciame allegramente chiassoso di studenti entusiasti (e operosi). E’ accaduto oggi in occasione di EDU Day 2018, a Milano.
EDU Day è l’evento Microsoft dedicato al mondo dell’istruzione e della ricerca (che ha già fatto tappa negli anni precedenti a Roma e L’Aquila)  organizzato in partnership con USR Lombardia (Ufficio Scuola Regionale), nel quadro del Protocollo d’Intesa con il MIUR finalizzato alla digitalizzazione della scuola e alla diffusione della cultura digitale in Italia, e realizzato con il patrocinio della CRUI, della Regione Lombardia e del Comune di Milano.

L’evento ha visto complessivamente la partecipazione di circa 1200 persone tra  i dirigenti scolastici, i docenti, gli studenti e i ricercatori, ma l’attività di Microsoft ha una portata molto più ampia tanto che l’azienda nell’ambito dei suoi progetti “edu” solo negli ultimi tre anni ha contribuito alla formazione di 65.000 docenti e dirigenti scolastici e 20.000 studenti, e conferma l’obiettivo di voler portare anche la nostra didattica nell’era digitale nel corso di un percorso destinato a proseguire in futuro. 

In occasione del Microsoft Edu Day, sono anche stati illustrati nel Microsoft Digital Park diversi progetti di didattica innovativa. L’area è stata allestita all’esterno della Microsof House, e lì le scuole e i partner di Microsoft (tra cui anche Acer, HP e Lenovo) hanno mostrato le loro idee, toccando con mano le connessioni tra didattica, innovazione digitale e mondo maker. 

Tre gli interventi chiave della mattinata segnaliamo quello dell’AD Microsoft Silvia Candiani, insieme con quello di Anthony Salcito, Vice President Worldwide Education di Microsoft e per le istituzioni l’intervento di Delia Campanelli, Direttore Regionale dell’Ufficio Scolastico della Lombardia.
Candiani ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato per una partnership che può davvero fare la differenza nella realizzazione anche dei progetti più difficili, e si mostra virtuosa tanto più quando vi sono indubbi ritardi sulla tabella di marcia, una tabella la cui data di inizio può essere fissata nel Progetto Generazione Web nato tra il 2011 e il 2012 e, come si può capire, nettamente in ritardo rispetto all’evoluzione digitale.

La Digital Transformation intanto ha ribaltato completamente il mondo delle professioni: il 65 percento degli studenti delle primarie di oggi farà in futuro lavori che oggi ancora non esistono. Servono competenze STEM, ma sono fondamentali anche quelle collaborative. Secondo lo studio Microsoft svolto in collaborazione con McKinsey & Company’s Education Practice, il 30–40 percento dei lavori nei settori in crescita richiede competenze soft mentre solo il 42 percento dei datori di lavoro crede che i neolaureati siano adeguatamente preparati da un punto di vista di skill sociali ed emotive.

Silvia Candiani, AD di Microsoft Italia

Per Candiani e Microsoft quindi “E’ fondamentale ripensare la didattica, rendendola più interattiva e personalizzata e facendo leva non solo su insegnanti qualificati, ma anche su tecnologie avanzate. Gli studenti che ricevono un’istruzione personalizzata raggiungono risultati migliori del 98% degli studenti che seguono modelli di insegnamento tradizionale. Esperienze di apprendimento immersive supportate dalle nuove tecnologie creano l’opportunità per sviluppare più facilmente skill emotive e cognitive contestualmente all’acquisizione di nozioni accademiche. Non solo, ma la giusta tecnologia può regalare il 30 percento del tempo agli insegnanti che possono così dedicare maggiore attenzione alla didattica e alla relazione con gli studenti”. 
Quella proposta da Microsoft senza dubbio è una prospettiva virtuosa, che richiede però sempre la mediazione culturale e metodologica dei docenti. Significa anche saper inserire gli strumenti tecnologici, che effettivamente ci sono e sono fondamentali, all’interno di un percorso critico di utilizzo.

Non pochi interventi ministeriali hanno dato più l’impressione non tanto di voler delineare un metodo per lo sviluppo di una sana didattica che sa sfruttare il digitale, in un contesto critico come quello della scuola, quanto piuttosto di voler suggerire cosa è più o meno semplice e facile fare in una scuola che digitale non è: si pensi anche solo all’intervento del Ministro Fedeli sull’utilizzo del cellulare.

Il contesto della scuola è infatti oggi evidentemente critico, proprio a partire dai numeri snocciolati da Delia Campanelli, Direttore Regionale dell’Ufficio Scolastico della Lombardia. Nella nostra regione, che possiamo immaginare tra le più virtuose nei processi di digitalizzazione, il registro elettronico di classe è presente in 3 casi su 4, in oltre 8 su dieci è presente quello elettronico del docente, ma se si parla di dematerializzazione dei documenti e della loro conservazione o della penetrazione della banda ultra larga (circa il 36 percento degli istituti ne è dotato) le cifre non possono che far sorridere.

La scuola davvero potrebbe e dovrebbe essere il primo ambito in cui investire corposamente, ma non è stato così per troppi anni. E la partnership pubblico/privato a volte assume le caratteristiche di un soccorso del privato indispensabile (e interpretabile ovviamente anche come un investimento su potenziali clienti) per continuare a poter pensare a un futuro. E’ un peccato non sia invece il risultato di un modo di “camminare e fare” già innestato nel DNA del Paese.

Anthony Salcito – Vice President Worldwide Education di Microsoft – in occasione di Microsoft EDU Day 2018 a Milano

Antony Salcito, VP Microsoft Education, avverte di quanto sia prossima la fusione tra esperienza fisica e mondo digitale, della necessità e della possibilità di reinventare la scuola e l’educazione scolastica a partire dalla capacità di trasformare le esperienze incoraggiando l’esplorazione e sollecitando gli interessi.

Fa bene aprire gli occhi: le sfide per l’occupazione sono altissime, non mancano i talenti, ma per farli emergere bisogna offrire possibilità, e soprattutto si può puntare proprio sulle tecnologie disponibili non come fine ma come strumento per lavorare sullo sviluppo delle competenze fondamentali di sempre: Comunicazione, Collaborazione, Creatività, Capacità Critica e certo anche Pensiero Computazionale. Metodo e capacità di attuare… Appunto.

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