Modem Libero, ci siamo! AgCom approva il regolamento

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Con la delibera 348/18/CONS anche l’Italia mette la parola fine all’imposizione da parte delle Telco del modem assegnato agli utenti insieme con il contratto di connettività

Annunciata da tempo, quasi non ci si sperava più, anche perché la Consultazione Pubblica sul tema Modem Libero porta la data di febbraio. Con la delibera 348/18/CONS, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom) ha confermato il diritto degli utenti di sceglier liberamente i terminali di accesso ad Internet da postazione fissa (modem/router, ndr) ma soprattutto ha fissato anche  gli specifici obblighi per gli operatori, finalizzati a garantire scelte consapevoli e informate da parte dei consumatori finali .

Abbiamo riportato in queste righe il testo finale del comunicato stampa con data 1 agosto 2018, che segna senza dubbio un momento importante, su una libertà negata (la scelta del modem/router) che per ITespresso è sempre stata fondamentale. Ancora più importanti le righe successive. AgCom è chiarissima. 

Dal punto di vista tecnico, gli operatori di reti pubbliche di comunicazioni e i fornitori di servizi di comunicazione accessibili al pubblico non potranno rifiutare di collegare apparecchiature terminali alla propria rete se l’apparecchiatura scelta dall’utente soddisfa i requisiti di base previsti dalla normativa europea e nazionale (non quindi requisiti imposti contrattualmente, ndr), né imporre all’utente oneri aggiuntivi o ritardi ingiustificati, ovvero discriminarne la qualità dei servizi inclusi nell’offerta, in caso di collegamento ad un’apparecchiatura terminale di propria scelta.

Fondamentale è il successivo passaggio che chiarisce una volta per tutte come anche la telefonia via IP fornita contestualmente alla connettività Internet dovrà essere fruibile anche con un modem/router non consegnato dall’operatore.

Prosegue la delibera…“A tale fine, i fornitori di accesso alla rete dovranno fornire ai propri clienti, attraverso i canali di assistenza, informazioni adeguate per la corretta e semplificata attestazione delle funzionalità di connessione e la semplice configurazione degli apparati terminal, sostitutivi o integrativi, di propria scelta. Eventuali motivate restrizioni da parte degli operatori dovranno essere approvate dall’Autorità.
I contratti stipulati con gli operatori non possono contenere condizioni (prezzo, volumi di dati o velocità, o altre pratiche commerciali) che limitino il diritto degli utenti finali ad
utilizzare tali terminali. Si stabiliscono quindi precisi obblighi a tutela della libertà di scelta
che comportano specifiche misure sia di trasparenza contrattuale che di tipo tecnico.
Qualora gli operatori offrano il terminale in abbinamento con servizi di connettività ne

devono specificare chiaramente le condizioni di fornitura nonché garantire che il
consumatore possa scegliere un proprio terminale fornendo tutte le specifiche necessarie al suo funzionamento.

Arriva chiarezza anche riguardo i cosiddetti costi nascosti del modem/router assegnato in comodato d’uso.  Citiamo testualmente.

In particolare, nel caso vi sia una cessione a titolo oneroso, gli operatori dovranno indicare trasparentemente eventuali costi di installazione, il numero e il valore delle rate di noleggio e le condizioni di riscatto della proprietà del terminale. Qualora invece il terminale sia fornito a titolo gratuito, il consumatore dovrà poter conoscere le condizioni economiche e tecniche aggiuntive
collegate a tale fornitura e ogni altra informazione utile a distinguere le condizioni contrattuali relative al servizio di accesso ad Internet rispetto all’uso del terminale e i servizi correlati. Inoltre nel caso di recesso, la mancata restituzione di un’apparecchiatura terminale non utilizzata dall’utente, ancorché ceduta a titolo non oneroso, non dovrà generare oneri aggiuntivi per l’utente.

Antonio-Nicita
Antonio Nicita, Commissario AgCom

Non si può parlare certo di condizioni vessatorie per le Telco, che potranno continuare a formulare offerte combinate di connettività più dispositivi di collegamento, ma in modo trasparente, lasciando la possibilità – sostanziale – di ‘tornare sul mercato’ anche a tutti i vendor che hanno visto nell’arco di due anni vedere calare le possibilità di business con l’offerta modem/router anche del 40 percento.

Commenta Nicita: “Con questa misura l’Autorità specifica le misure di trasparenza e di interoperabilità necessarie per garantire l’accesso ad un Internet aperta, come definita dal legislatore europeo, coniugando due libertà economiche che vanno salvaguardate: quella della libera scelta dell’utente dell’apparecchiatura terminale e quella commerciale dell’impresa anche attraverso offerte abbinate”. Il pacchetto di misure adottato contribuirà a rafforzare la libera e consapevole scelta dei consumatori italiani e la creazione di un ecosistema competitivo, favorevole
all’innovazione tecnologica, sia in termini di servizi di connettività più performanti che di
sviluppo di apparecchi terminali più evoluti e rispondenti alle necessità dei cittadini.

Attendiamo ora la rapida attuazione di quanto detta la delibera AgCom da parte delle Telco. Non dovrebbero, il condizionale è d’obbligo in questi casi, sussistere più ostacoli di nessuna sorta a questo punto. Senza ombra di dubbio infatti la delibera non lascia margine alcuno agli operatori nemmeno di impedire l’utilizzo di apparati telefonici su IP scelti dall’utente, e quindi fornire i relativi parametri di configurazione, in quanto anche essi sfruttano da tutti i punti di vista l’Internet.  

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