Nasce 3DMetal@UniPV per lo sviluppo della tecnologia di manifattura additiva

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Il laboratorio 3DMetal@UniPV nasce dalla sinergia delle aziende manifatturiere La Marzocco e Fluid-o-Tech con l’Università di Pavia al fine di far convergere risorse e competenze in ambito manifattura additiva per lo sviluppo di stampa 3D metallica

Un laboratorio che ha lo scopo di produrre componenti metallici di interesse dei partner industriali e  svolgere attività di ricerca sull’ottimizzazione dei dispositivi e la simulazione del processo di manifattura additiva. La stampa 3D metallica è, tra le tecnologie di manifattura additiva, quella che attira maggiormente le imprese operanti nel campo della meccanica avanzata. Tuttavia i costi di accesso alla tecnologia non sono trascurabili e manca quindi l’opportunità di sperimentare e fare esperienza in proprio.
Di conseguenza, il progetto 3DMetal@UniPV si propone di fare convergere risorse economiche e competenze dal mondo dell’impresa e dell’Università al fine di acquisire una linea produttiva completa di stampa 3D Metallica e di dedicare la linea produttiva ai partner del progetto, permettendo di produrre componenti innovativi opportunamente progettati, attraverso l’impiego di personale dedicato.

Il laboratorio 3DMetal@UniPV nasce dalla sinergia delle aziende manifatturiere La Marzocco e Fluid-o-Tech con l’Università di Pavia, che ha permesso l’acquisto di una linea produttiva completa di stampante metallica con tecnologia a letto di polvere (Renishaw AM400), forno per i trattamenti termici, centro di lavoro verticale per post lavorazione e unità di sabbiatura. Sarà inaugurato il 6 dicembre prossimo presso il dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura.

Il progetto 3DMetal@UniPV unisce il mondo dell’impresa e della ricerca allo scopo di sviluppare un percorso di crescita delle competenze nel campo della stampa 3D metallica. Il progetto vede impegnati l’Università di Pavia insieme a Fluid-o-Tech, azienda lombarda attiva nella progettazione e produzione di pompe volumetriche e sistemi per la gestione dei fluidi e La Marzocco, azienda attiva nella produzione di macchine per il caffè.
Da un lato, le imprese sono sempre più attratte dalle nuove tecnologie produttive basate sulla manifattura additiva, l’Additive Manufacturing (AM), per le notevoli potenzialità in termini di flessibilità, velocità, impatto tecnologico. Dall’altro, il mondo universitario e della ricerca è consapevole delle sfide che tali nuove tecnologie comportano.

università

Il progetto si propone di sviluppare competenze di progettazione specifiche per l’Additive Manufacturing, studiare e capire potenzialità e limitazioni attuali della tecnologia additiva metallica, comprendere gli aspetti fisici legati al processo per prevedere e ottimizzare le prestazioni delle parti prodotte.
Gli accordi prevedono un progetto con un budget triennale di circa un milione di euro e messa a disposizione di una linea produttiva composta da una Renishaw AM400 (camera di stampa di 250mm x 250mm x 300 mm, laser 400W, riduttore di volume di costruzione), da un centro di lavoro per le operazioni di finitura per asportazione (3 assi in verticale), dai sistemi ausiliari (forno per i trattamenti termici fino a 1150 °C in ambiente inerte, sabbiatrice, macchina di taglio). Il progetto prevede anche l’impiego di personale tecnico adeguatamente formato, dedicato esclusivamente all’uso delle attrezzature e quindi al progetto, in stretto contatto con i responsabili delle imprese coinvolte e con un gruppo selezionato di docenti, ricercatori, studenti di dottorato dell’Università.

Laboratorio

Attraverso la linea produttiva prevista, il tecnico dedicato e il contributo del personale delle imprese e dell’Università, si avvierà quindi un’attività produttiva di componenti, ovvero verranno progettate e realizzate parti di interesse per i partner del progetto, in particolare casi studio, prodotti in tiratura limitata, produzioni indicate dalle aziende fino ad arrivare alla saturazione del tempo macchina. Parallelamente all’attività produttiva, sarà svolta attività di ricerca dedicata alla comprensione dei complessi fenomeni fisici che governano la tecnologia SLM come, per esempio, fusione e solidificazione o cambiamenti di fase e alle problematiche relative come stress residui o distorsioni termiche. Il fine dell’attività di ricerca sarà non solo quello di comprendere, ma anche di modellare e prevedere, attraverso tecniche di simulazione numerica, tali fenomeni.

Particolare attenzione sarà dedicata allo sviluppo di competenze di progettazione in grado di sfruttare al meglio la tecnologia produttiva additiva, allo scopo anche di progettare componenti ottimizzati – ad esempio in termini di prestazioni strutturali – in relazione ovviamente alle applicazioni di interesse delle singole imprese.

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