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Wi-Fi libero: cosa c’è da sapere

L’Italia ha cinque volte meno hotspot WiFi rispetto alla Francia. Ma in Italia dal primo gennaio lo scenario potrebbe cambiare: il Wi-Fi sarà liberalizzato. Il Decreto Pisanu (sconfessato dall’omonimo ex ministro) va in pensione, ma ancora alcuni aspetti sono da chiarire per capire come. Liberalizzazione significa che gli utenti Wi-Fi anche in Italia, come nel resto del mondo occidentale, non saranno più schedati per collegarsi a una rete senza fili. Dal 2011 per accedere al Wi-Fi non sarà più obbligatorio fotocopiare i documenti per l’identificazione personale per collegarsi a hot-spot Wi-Fi pubblici. L’Italia apre uno spiraglio a Internet, ma permangono ancora ombre. Per il boom degli hot-spot (l’Italia era fanalino di coda nei network wireless cittadini a causa del Decreto Pisanu), serve chiarezza. Ecco cosa c’è di certo fino ad oggi nella liberalizzazione all’italiana del Wi-Fi. I punti fermi per gli operatori del settore

Il boom del Mobile

Il Mobile computing è in grande crescita. Al Gartner Symposium la società di analisi ha spiegato che è un mercato che varrà un trilione di dollari (a 12 zeri) entro il 2014. Ma se la voglia di tablet e smartphone sta trainando banda larga e consumi Tlc, ci sono anche aspetti ancora da decifrare. Vediamo

AgCom e l'ultimo miglio

Il punto sulle Reti Ngn: un censimento per la fibra

Nonostante le difficoltà concrete (la decimazione dei fondi contro il Digital Divide, passati da 800 a 100 milioni di euro) e i tavoli aperti, si parla ancora di reti Ngn (Next Generation Network). Si cerca il compromesso commerciale e tecnico fra Telecom Italia come incumbent e gli altri operatori alternativi. In attesa di un accordo

Facebook

Dieci pro e contro di Facebook

Facebook, che ha da poco superato i 500 milioni di utenti attivi, è stato messo sotto la lente. Ecco dieci pro e contro del sito di social network più popolare. Tra i cinque Pro occupano un posto d’onore le applicazioni di Facebook, viste come opportunità dagli sviluppatori e che hanno aperto un mercato di social

Roaming, eurotariffe low-cost dal primo luglio

Stop alle bollette choc al ritorno dalle vacanze in paesi Ue. Dal primo luglio nuovo taglio del roaming per rendere l’Unione europea più unita sotto il segno della telefonia mobile. La spesa per il roaming di dati avrà un tetto massimo: in automatico sarà fissato a 50 euro (IVA esclusa salvo decisione diverse esplicitamente prese dagli utenti stessi). Dopo la sforbiciata ai prezzi delle telefonate e Sms roaming, ecco un nuovo provvediemento Ue a favore dei consumatori. La Commissaria europea per l’agenda digitale, vicepresidente della Commissione, Neelie Kroes ha sentenziato: “È finita l’epoca delle bollette astronomiche per i turisti e gli uomini di affari che si collegano a internet in un altro paese della UE utilizzando smartphone o computer portatili“. Il costo delle chiamate in roaming è calato di oltre il 70% rispetto al 2005, mentre quello degli Sms sempre in roaming è sceso del 60%. Ma si può fare di più

Un tavolo per le Reti Ngn

Il viceministro Paolo Romani, dopo mesi di silenzi e senza aver ottenuto lo sblocco degli 800 milioni in stand-by per la banda larga, ha invitato i protagonisti delle Tlc a un Tavolo per discutere di reti Next Generation Network (Ngn). Al Tavolo sono seduti Telecom, Vodafone, Fastweb, Wind, Tiscali, e anche 3 Italia e BT (ma è polemica per l’esclusione della joint venture delle medie imprese attive nelle Tlc). Su una cosa tutti sembrano d’accordo: le reti Ngn sono una priorità in vista dell’Agenda Digitale Ue. Il nodo da risolvere è il business plan. Cosa è emerso dal primo incontro? Niente switch-off; la rete di nuova generazione deve essere unica; l’infrastruttura deve confluire in una NewCo; potrebbe esserci una cabina di regia per integrare i progetti regionali. Cosa non va ancora?  Bisogna capire come dividere le partecipazioni a questa nuova entità tra gli aderenti (Stato compreso); come ricompensare Telecom per la separazione dalla rete. Prossimo appuntamento: 15 luglio

AgCom: cresce la banda larga, cala la rete fissa

Operazione Fibra 2010: banda ultra larga per l’Italia

Fastweb, Vodafone Italia e Wind hanno presentato ufficialmente il progetto aperto per una rete in fibra ottica (fiber to home) con investimenti da 2,5 fino a 8,5 miliardi. Il viceministro per lo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, ha affermato che “è fondamentale il coinvolgimento di Telecom Italia“. Ma Telecom Italia è rimasta fredda: ha offerto disponibilità generica, ma senza cambiare il piano di investimenti del gruppo e senza lasciare spazi di manovra. Intanto Tiscali risponde con Ope-Net, una soluzione W-Fi per la PA. L’autostrada digitale in banda ultra larga è una priorità per l’Italia in vista di E-gov 2012 e Expo 2015? Pro e contro dell’Italia broadband

SOStariffe.it fotografa lo stato dell'Adsl Italia

Gli incentivi per l’Adsl aiutano i giovani

Il Pacchetto Incentivi del governo non porta la banda larga nelle case di tutti gli italiani (azzerare il Digital Divide non è priorità), ma regala un bonus di 50 euro per l’Adsl. Bisogna però decidere in fretta: infatti il contributo sarà erogato solo a chi si abbona prima (fino al tetto di 20 milioni di euro di incentivi complessivi). Inoltre l’attivazione parte dal 6 aprile fino al 31 dicembre (ma la data finale è sottoposta al vincolo di copertura del bonus). Infine potranno ottenere il bonus solo giovani italiani per nuovi abbonamenti Adsl. Le Adsl nude? In Italia non convengono

Le regioni fanno da apripista alla banda larga

Gli 800 milioni di euro per azzerare il Digital Divide in Italia, che riguarda circa il 13% degli abitanti, continuano a mancare, mentre gli Usa stanno per varare un piano “faraonico” per la banda larga da 18 miliardi di dollari. Ma le regioni (prima il Lazio con Roma, poi il Trentino Alto-Adige, ieri la Lombardia) cercano una via di uscita all’impasse del governo centrale. Le regioni si impegnano sia a superare il divario digitale sia a rispondere alle esigenze di banda ultra-larga per portare ai cittadini innovazione, sanità elettronica, e-learning e un boom di video digitali in alta definizione. Saranno sufficienti le regioni apripista a voltare pagina?

Come è cambiato Internet in questi anni

Da un sondaggio della BBC emerge che quattro su cinque utenti ritengono che l’accesso a Internet sia da considerare un diritto fondamentale, al pari degli altri diritti umani. Ma Internet, negli ultimi 15 anni, è cambiata. Dall’interazione del Web (e-mail, news-group, bookmark, motori di ricerca e mailing-list) è passata alla socializzazione spinta dei social network e del Web 2.0 (Facebook, Twitter e YouTube). In occasione del suo 15esimo compleanno, Yahoo! ha svolto una ricerca per fotografare com’è cambiata Internet in tre lustri: ora Internet è irrinunciabile ed è il media a maggior crescita. Il 78,3% legge le news online, il 13,5% oggi usa giornalmente Internet Mobile, il 77,5% comunica via e-mail, l’83% ricerca online. E il futuro è fra le “nuvole di dati” Cloud: nell’era iPhone, iPad e Windows Azure, Internet sarà ovunque, per utenti sempre connessi, raggiungibile con una vasta gamma di dispositivi, sia per lavoro che per l’intrattenimento digitale