Nikon Z-Mount, perché la nuova proposta farà bene al mercato

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Z-Mount è il nuovo sistema Nikon che include le fotocamere professionali mirrorless Nikon Z7 e Z6. Pregi e difetti rilevati dai professionisti. Il prezzo è fattore determinante, ma il mercato ha bisogno che anche Nikon ci creda

Nel cuore dell’estate Nikon è scesa in campo con la proposta delle sue nuove mirrorless professionali che hanno animato i dibattiti estivi degli addetti ai lavori.

E’ nato così il sistema Nikon Z-Mount che comprende le due fotocamere mirrorless, con sensore full-frame – Nikon Z 7 e Nikon Z 6 e – forse ancora più importante – il nuovo innesto a baionetta, con il diametro sensibilmente superiore rispetto all’attacco storico degli obiettivi Nikkor F-mount,  e distanza di messa a fuoco della flangia di appena 16mm, quindi con attacco differente rispetto a quello storico di Nikon che si è sempre distinta da tutti come vendor attentissimo alla retrocompatibilità e che per questo propone l’adattatore FTZ per l’utilizzo, con le nuove mirrorless di oltre 350 obiettivi F-Mount.

Con il sistema Nikon Z-Mount, il produttore ha insistito molto proponendo l’idea di un ponte verso il futuro, per questo è stato anche criticato. In verità bisogna guardare oltre i pregi/difetti della proposta delle sue prime mirrorless professionali Z 7 e Z 6, non scevre di difetti. Per apprezzare la proposta Nikon bisogna proprio guardare al nuovo innesto e alla proposta di un bocchettone tanto ampio quanto il sensore full-frame con i relativi vantaggi.

Nikon Z6

Da qui l’insistenza di Nikon nel magnificare l’obiettivo Noct 58mm f/0.95, da qui anche la certezza che la via verso un sistema professionale mirrorless anche per Nikon, oggettivamente il più scettico dei vendor sul tema, è a nostro avviso segnata, salvo fiaschi clamorosi e improbabili.

Sì perché oltre al pubblico professionale siamo certi che il nuovo sistema saprà proporsi anche al pubblico degli appassionati che vogliono di più. Riuscire ad abbracciare questo mercato dipenderà esclusivamente dalle politiche di prezzo e di offerta che Nikon vorrà adottare, e i primi segnali non sono particolarmente incoraggianti, di sicuro non vanno nella direzione di catturare anche un pubblico trasversale, oltre ai professionisti. Per questo ci vogliamo aspettare altre novità nei prossimi mesi. Al momento Google risponde con due link (sponsorizzati) da Photospecialist.it che offrirebbe Nikon Z6 + adattatore Z6 a 2449 euro e Nikon Z6 con lo zoom 24-70 f4 a 3mila euro. Nikon Z7 costerebbe invece circa 3500 euro per il solo corpo macchina. Non ci sembra un avvio particolarmente promettente ma non ci aspettavamo nemmeno un prezzo molto diverso. 

Nikon Z 7 e Nikon Z 6, un po’ di dettagli

Prima di tutto entrambi i modelli si caratterizzano per il sensore Cmos in formato FX Nikon, con AF a rilevazione di fase sul piano focale integrato e un processore di elaborazione dell’immagine di ultima generazione, il conosciuto Expeed 6.

Nikkor Z7 – Il dorso

I modelli si differenziano invece per il numero di pixel del sensore (45,7 MP la Z7 e 24,5 la Z6). Z6 arriva con una gamma ISO meno estesa (100-51200), ma acqusta in velocità anche a ISO elevate, e registra filmati 4K a pieno formato e alla massima risoluzione. Nikon Z 7 vanta una gamma ISO diversa, 64-25600, e ovviamente è in grado di scattare con una nitidezza ineguagliabile dalla sorella. Maggiore controllo sulla messa a fuoco con il sistema AF ibrido per la Nikon Z7 su 493 punti (quasi il doppio della Z6).

Le fotocamere Z 7 e Z 6 sono dotate della funzione di stabilizzazione riduzione vibrazioni (VR). L’unità VR consente la compensazione per lo spostamento lungo i 5 assi. Gli effetti della riduzione vibrazioni integrata offre l’equivalente di un tempo di posa più veloce di 5,0 stop. La funzione può essere utilizzata anche con gli obiettivi NIKKOR F, compresi quelli privi di funzione VR ottica, adottando l’adattatore baionetta FTZ (venduto separatamente). 

Nikon Z7

Punto critico di ogni mirrorless è il mirino elettronico. In questo caso si tratta di un pannello Oled a 3,690K punti. Il mirino elettronico ha una copertura dell’inquadratura di circa il 100 percento, un ingrandimento pari a 0,8× ed un angolo di visione diagonale di 37 gradi.

Sulla finestra di protezione oculare è stato applicato un trattamento al fluoro che garantisce un’efficace protezione dallo sporco. Alcuni esperti che l’hanno già provato, l’hanno anche già magnificato come tra i migliori in assoluto disponibili sul mercato. 

Torniamo un istante sulle possibilità di registrazione foto/video. Le Nikon Z 7 e Z 6 supportano entrambe la registrazione di filmati non solo in formato pieno 4K UHD (3840 × 2160)/24/25/30p, usando il formato video FX, ma anche di filmati full-HD/120p. D-Lighting attivo, la stabilizzazione elettronica delle vibrazioni e il peaking della messa a fuoco possono essere usati in registrazioni filmati 4K UHD e full-HD.

Arriviamo alle criticità. Nikon è stata contestata sostanzialmente per la presentazione con tre sole ottiche con attacco Z , per la proposta di fotocamere mirrorless sostanzialmente non rivoluzionaria rispetto al top di gamma di altri vendor e, nello specifico dei modelli, soprattutto per la scelta di offrire un unico comparto per le schede di memoria XQD.

Gli obiettivi disponibili sono Nikkor  Z 24-70mm f/4 S, il grandangolo a lunghezza focale fissa  Nikkor Z 35mm f/1.8 S e l’obiettivo standard a lunghezza focale fissa Nikkor Z 50mm f/1.8 S. Senza dubbio l’obiettivo irrinunciabile per chi cerca la versatilità è lo zoom 24-70 f4, anche se di questa ottica è stata criticata la scarsa luminosità.

Perché Nikon Z-Mount merita fiducia

Secondo noi la proposta Nikon Z-Mount merita fiducia prima di tutto perché porta un altro vendor protagonista nel comparto mirrorless, e questo contribuirà a stimolare competitività e sviluppo. 

Come sempre capita in una proposta mirrorless la riduzione delle dimensioni del corpo (e del peso) della fotocamera, effettiva rispetto a un sistema reflex, non deve essere vista in questo caso come un ‘benchmark assoluto di confronto’ per fare bene; per questo non sta in piedi a nostro avviso la critica di un corpo macchina ridotto a fronte di obiettivi oggettivamente voluminosi.

Essi sono tali perché hanno annullato la dicotomia diametro lente/attacco tipica di alcuni F-Mount per offrire effettivamente il massimo in abbinata ad un sensore full-frame. Se ci si pensa è questa l’unica ricetta tecnologicamente virtuosa. Sensore Full-Frame e luce, senza vignettature , con meno aberrazioni in un rapporto corretto con il sensore.

Nikkor Z24-70 f4, non poche le critiche rispetto a una proposta f2.8 e alle dimensioni

Le ottiche compatte continueranno a piacere ma magari sui sistemi micro 4/3 e sui sensori APSC. Non è un caso che anche Fujifilm non si preoccupa più di tanto di questo aspetto. Ci sarà il tempo necessario per sviluppare tante ottiche, ma non abbiamo ancora sentito voci dal coro perplesse sulla bontà dell’adattatore FTZ (tra l’altro consente agli obiettivi F-Mount non stabilizzati e a quelli meno recenti di diventarlo), a meno che non si pensi per partito preso che un adattatore NON possa mai fornire prestazioni equivalenti alla tecnologia più recente (opinione più che rispettabile ed in effetti in tanti casi confermata).

Sul secondo slot per una maggiore flessibilità sulle schede di memoria abbiamo anche noi le nostre riserve. Pensiamo non abbia senso, semplicemente così. Il vincolo su un unico slot e XQD è importante. Certo, più sicuro dello standard SD costringe comunque ad investimenti sensibilmente superiori, e probabilmente anche i professionisti avrebbero preferito garantirsi la stessa sicurezza e forse maggiore con un doppio slot SD. Noi di sicuro avremmo voluto e desiderato questa opzione, oppure di riserva, il doppio slot XQD. 

Probabilmente la rivoluzione Z-Mount sarà più percepibile quando i modelli arriveranno in mainstream; alcuni fotografi professionisti che hanno potuto provare su più giorni la nuova Nikon Z 7 ne hanno magnificato l’usabilità, l’ergonomia, il nuovo mirino elettronico panoramico, e soprattutto lo stabilizzatore sul sensore fino a 5 stop, e in alcuni casi anche l’autonomia, vero punto critico delle proposte mirrorless di fascia alta che a volte permettono appena 450 scatti. 

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