Non tutto è perduto

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Recupero di file Anche quando tutto sembra perduto esiste sempre una speranza. Ecco tre utility che fanno il caso nostro

Il disco suddiviso in pi parti lMBR o Master Boot Record che contiene il codice che viene eseguito quando si accede al disco, la tabella delle partizioni con i dati relativi alle partizioni presenti sul disco (numero, dimensione, punti di inizio e fine), i Boot record che contengono altro codice eseguibile, la FAT o Tabella di Allocazione File in cui sono salvati i dati relativi a file presenti, e la directory root del disco dove sono salvati dati relativi ai file e il contenuto stesso dei file. Per capire come funziona la scrittura/lettura dei file e il perch a volte possibile recuperare dati, altre no e altre solo in parte, possiamo studiare il disco paragonandolo a un quaderno a quadretti. Ogni quadretto un cluster del disco un cluster lo spazio minimo in cui suddiviso il disco e ogni cluster pu contenere al massimo un file, anche se c ancora spazio disponibile (per questo motivo quando guardiamo le propriet di un file ci viene riportata la dimensione e lo spazio occupato la dimensione dipende da quanti dati sono contenuti nel file, lo spazio occupato dipende da quanti cluster sono impegnati, quindi questo valore sempre un multiplo della dimensione di un cluster). La dimensione tipica di un cluster in un file system FAT32 di 4 Kbyte, risultanti da 8 settori di 512 byte. Per ottimizzare lo spazio conviene avere cluster piccoli, in quanto tutto lo spazio non occupato di un cluster gi utilizzato non pi disponibile per contenere altri dati. Viceversa cluster troppo piccoli appesantiscono eccessivamente la tabella di allocazione file, in quanto in essa sono registrati gli indirizzi dei cluster in cui i dati di un file sono salvati. Tornando ai nostri quadretti, quando salviamo un file il sistema operativo scrive il nome, il primo cluster che contiene i dati, dimensione e altri dati nellarea allinizio della directory, quindi inizia a salvare i dati veri e propri partendo dal cluster indicato in precedenza. Se un cluster solo non basta a contenere tutti i dati, nella FAT viene registrato lindirizzo del cluster successivo e cos via. Lultimo cluster occupato viene chiamato EOF (End Of File) e marcato come finale. I cluster possono anche essere marcati come danneggiati (e quindi ignorati dal sistema operativo durante la scrittura dei dati) o liberi, dopo la cancellazione dei file. In ogni caso il contenuto di un cluster marcato libero non viene cancellato e sebbene il sistema operativo non lo consideri come contenitore di dati al suo interno sono sempre presenti le informazioni originali.

Autore: ITespresso
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