OnePlus 6, prestazioni da top di gamma ma al giusto prezzo

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IN PROVA – OnePlus 6 convince per rapporto qualità prezzo ed è tra gli smartphone più potenti e reattivi annunciati fino ad oggi. Ancora migliorabile il comparto fotografico

Sono passati pochi mesi dalla presentazione di OnePlus 5T, e poche settimane prima del lancio del modello più recente, OnePlus 6 – lo smartphone oggetto della nostra prova – il vendor strategicamente aveva annunciato la fine delle scorte quasi a voler documentare un ciclo di prodotto del tutto su misura rispetto al target.

Di certo c’è che la proposta OnePlus piace perché, a un prezzo ben lontano da quello dei più blasonati top di gamma, viene offerto di volta in volta uno smartphone in diverse configurazioni – e per questo modello anche con una serie di finiture di colore diverso – sviluppato per competere con smartphone ben più costosi, a partire però dai desiderata di una nutrita community di appassionati, e quindi con le caratteristiche che “devono esserci” ben mirate. OnePlus 6 da questo punto di vista non delude davvero e alza l’asticella perché come primo criterio di sviluppo sembra proprio avere le prestazioni da sogno. 

OnePlus 6 Mirror Black – Con questa finitura è disponibile la configurazione top. E’ la finitura però che trattiene più delle altre le impronte digitali

Lo smartphone è proposto in italia in diverse configurazioni da 6 Gbyte di Ram e 64 Gbyte di storage (a 519 euro, nella colorazione Mirror Black) fino alla versione top con 8 Gbyte di Ram e 256 Gbyte di storage (nella colorazione Midnight Black) a cento euro in più. Oppure a 569 euro viene proposto con 8 Gbyte di Ram e 128 Gbyte di storage nelle colorazioni MirrorBlack, Midnight Black e nell’elegantissima proposta Silk White.

Proviamo una versione che sullo store OnePlus risulta già esaurita. Si tratta di OnePlus 6 Midnight Black con 8 Gbyte di Ram e 128 Gbyte di Storage

OnePlus 6, il design

OnePlus 6 per quanto riguarda il design mostra come caratteristica il rivestimento completo dello smartphone con vetro Corning Gorilla Glass 5, eppure, basta prenderlo in mano per apprezzare la finitura posteriore satinata nella versione Midnight Black come in quella Silk White (entrambe non trattengono per nulla le impronte digitali), e quasi non sembra che sia vetro ma si ha la sensazione di tenere in mano uno smartphone nel complesso robusto.

OnePlus però non esplicita nessuna certificazione IP, pertanto possiamo presumere che lo smartphone resista semplicemente ai normali schizzi sotto la pioggia, non consigliamo di sperimentare altre tipologie di stress. 

I profili invece sono di metallo, arrotondati ma sempre con la finitura satinata. Il peso complessivo è di 177 grammi, praticamente assimilabile a quello di iPhone X, gli ingombri complessivi sono di 15,5×7,5×0,77 cm. Anche lo spessore pertanto è identico a quello di iPhone X, mentre altezza e larghezza sono decisamente maggiori, e infatti il display da 6,28 pollici è sensibilmente più ampio rispetto a quello di iPhone X.  

OnePlus 6 nella sua versione più elegante: SilkWhite

Lo smartphone viene fornito con una pellicola lucida già applicata sul display da 6,28 pollici di diagonale, e con una custodia in silicone grigia. Per una dotazione complessiva out of the box di soddisfazione, considerata anche la presenza dell’alimentatore DashCarge (5V) di cui parleremo più avanti e del cavo USB type C nella classica colorazione rossa con i connettori bianchi. Non sono presenti però le cuffie.

La presa senza custodia è abbastanza scivolosa nella versione da noi provata, e lo smartphone scivola decisamente anche sulle superfici inclinate (occhio alle cadute), ma con la custodia di silicone se pur si perde un poco l’eleganza assoluta della proposta, per quanto classica, si guadagna in praticità. 

Percorrendo il profilo destro si apprezza semplice il tasto a spostamento che permette di disabilitare la suoneria a favore della più discreta vibrazione. Questa scelta, congegnata in modo diverso ma con lo stesso scopo, è la stessa fatta da Apple sugli iPhone. Appena sotto questo tasto ecco quello di accensione.

Il profilo inferiore ospita la feritoia del diffusore audio, l’interfaccia USB Type C che purtroppo però è basata su USB 2.0 e la classica presa minijack per le cuffie. Sul profilo sinistro c’è spazio per il controllo del volume e più in alto quasi in prossimità dello spigolo superiore il cassetto per ospitare due nano-SIM.

OnePlus 6 Midnight Black

Non è possibile l’espansione della memoria tramite schede microUSB. Sul dorso, di appena un millimetro a sbalzo rispetto allo chassis ecco gli oblò della doppia fotocamera, l’illuminatore a led e appena sotto il sensore per la lettura delle impronte digitali. 

OnePlus 6, le specifiche

OnePlus 6 si presenta con una serie di punti di forza, proprio a partire dalla dotazione hardware. Prima di tutto la dotazione hardware per quanto riguarda Ram e Storage, abbiamo visto, è davvero da primo della classe.

Nel nostro caso 8 Gbyte di Ram e 128 Gbyte di storage (ma fino a 256 Gbyte) abilitano un’ottima esperienza sia per chi ama tenere giochi e foto sullo smartphone in quantità, sia per chi cerca la massima fluidità. Di sicuro la cpu Qualcomm Snapdragon 845 (che equipaggia gli smartphone migliori presentati nel 2018)è positivamente responsabile, insieme con il comparto grafico Adreno 630, della sensazione di avere in mano davvero un gioiellino per fare “quasi” tutto nel migliore dei modi.

Non abbiamo ancora detto praticamente nulla di un componente di primaria importanza per un’ottima esperienza, il display. In questo caso si tratta di un pannello Optic Amoled in rapporto di forma 19:9, la cui diagonale è già di per sé da record, 6,28 pollici (6,12 in verità per gli angoli arrotondati), appunto per una risoluzione da 1080×2280 pixel.

Il supporto sRGB ma anche DCI-P3 permette una serie di personalizzazioni nell’esperienza d’uso, a seconda delle applicazioni, che saprà soddisfare tutti. Infatti si può scegliere una calibrazione basata sulla Modalità adattiva, oppure quella Predefinita, oltre a quelle appena citate.

L’utente può anche intervenire calibrando a piacere tonalità calde o fredde. Si tratta di un display da promuovere a pieni voti, proprio per le possibilità di personalizzazione.
Tuttavia non è tra i migliori display per quanto riguarda la luminosità massima, che non stupisce e non è del tutto paragonabile, per esempio a quella dei top di gamma di fascia di prezzo alta (Galaxy S9 e S8, e iPhone di ultima generazione). 

OnePlus 6 – Il Notch può essere eliminato, ovviamente riducendo di pochi millimetri la diagonale dello schermo

Come tanti altri smartphone in questa fascia anche OnePlus 6 cede alla tentazione del notch, ma è possibile rinunciarvi, anche in questo caso per non dispiacere a nessuno, per quanto pensiamo che la soluzione sia oramai più che sdoganata e preferibile. 

Arriviamo al comparto fotografico. Entrambe le fotocamere posteriori lavorano con i sensory Sony. La principale con Sony IMX 519 da 16 MP e la secondaria con il sensore IMX 376K da 20 MP (aveva già equipaggiato lo smartphone OnePlus 5T). E’ un po’ discutibile la scelta di aver dedicato la fotocamera secondaria, che ha il sensore meno performante, ma anche più MP, semplicemente per la modalità ritratto. 

Entrambe lavorano con l’apertura f/1.7. Solo la fotocamera posteriore principale sfrutta la stabilizzazione sia elettronica sia ottica dell’immagine; lo smartphone permette di riprendere in slow-motion fino a 480 fps.

OnePlus 6 permette la ripresa di video 4k a 30/60 fps e in modalità Slow Motion si può catturare fino a 240 fps con la massima risoluzione Full HD e addirittura 480 fps in alta definizione. La fotocamera anteriore, invece, lavora con un sensore da16 MP sempre Sony, il modello IMX 371, in questo caso il sistema la messa a fuoco è fissa e le riprese video possibili solo con risoluzione Full-HD.

OnePlus 6 con Snapdragon 845 e 8 Gbyte di Ram – Difficile chiedere molto di più per giocare

Grazie alla foto/videocamera anteriore è possibile anche lo sblocco tramite riconoscimento del volto, e tuttavia non consigliamo questo come sistema principale di sblocco, ma di sicuro l’impronta digitale, questo anche per la scarsa efficacia in ambienti non proprio illuminati, per quanto il sistema si dimostri davvero molto veloce, quando la luce è sufficiente.   

Per quanto riguarda il comparto radio OnePlus 6 supporta le reti 4G LTE-A Cat. 16, WiFi 802.11 ac a 2,4 e 5 GHz  (con doppia antenna 2×2 MIMO) e Bluetooth 5.0 (aptX e aptX HD). Supporta NFC ed è in grado di sfruttare i segnali Gps, Glonass, Galileo e BeiDou.

Sono presenti tutti i sensori che oramai utilizziamo praticamente senza nemmeno indagare: accelerometro, giroscopio, sensore di prossimità e di luce ambientale RGB, bussola elettronica. Il vendor dichiara anche un sensore – Sensor Core – probabilmente per il battito cardiaco tra le specifiche, di cui si era già parlato prima della presentazione ufficiale, ma non abbiamo trovato sullo smartphone app in grado di consentirne il funzionamento. 

OnePlus 6, l’esperienza d’uso e il giudizio

OnePlus 6 sfrutta Android 8.1 Oreo e una serie di modifiche ben ponderate che raggruppate hanno dato il nome Oxygen all’interfaccia. Spicca più che altro la dotazione minima di applicazioni preinstallate, per lasciare agli utenti scegliere o ripristinare solo quelle che fanno al caso proprio. Importante invece è tutto il comparto di personalizzazione per l’utilizzo dello smartphone come si vuole, con l’unico rischio magari di non riuscire a ricordare le tante scorciatoie possibili.

In Barra & Gesti di Navigazione, accessibile dal sottomenu di Impostazioni/Tasti, si può scegliere se tenere la barra di navigazione in basso, eliminarla e sostituirla con delle gesture o semplicemente vederla proposta a scomparsa. Sia tasto Home, sia Recenti, sia Indietro possono essere abbinati ad ulteriori scorciatoie tramite la loro pressione prolungata, oppure il doppio tocco.

Utile anche la funzione di Calibrazione dello schermo, non solo per quanto riguarda la luminosità adattiva, ma proprio per la scelta tra le sfere colore sRGB, DCI-P3, la modalità adattiva e la predefinita che forse è la meno naturale tra quelle proposte.

Inoltre si possono impostare delle app affinché lo smartphone si predisponga con la corretta temperatura colore per il loro utilizzo, in base alle condizioni di illuminazione ambientale. Nel complesso quindi OnePlus 6 si presenta con un livello di usability davvero molto buono.

Molto utile anche la possibilità di eliminare il notch e di personalizzare il colore del led sul display anteriore per specifiche notifiche (Predefinita, Batteria Carica, Scarica, In carica, Notifiche per le app). La batteria effettivamente in un quarto d’ora con il sistema di ricarica proposto nella confezione permette un’autonomia ulteriore di almeno 2 ore.

Piuttosto è vero che OnePlus 6 non è un campione per quanto riguarda la durata della batteria. Ci sta una giornata di lavoro, a patto di non forzare troppo la mano con i giochi e l’utilizzo del Gps. Siamo, per dire, lontanissimi sia dalla durata dei campioni in questo specifico ambito, come Zenfone Max, ma anche Huawei P20 (top di gamma) e Galaxy S9+ hanno fatto meglio. Resta un ambito su cui lavorare.

Il comparto fotografico è molto buono, ma non ottimo. Abbiamo constatato sul campo come OnePlus 6 scelga di stupire in altri comparti, usability e reattività, e pur se il comparto fotografico non si può certo dire che sia semplicemente di servizio, non sarà questo il suo punto di forza, pur in un mix, scelto da OnePlus, che a noi è piaciuto: tanta potenza ad un prezzo ancora equilibrato.

Meglio così. Rispetto al modello precedente anche il comparto fotografico comunque è cresciuto. E’ arrivata la stabilizzazione ottica dell’immagine, è disponibile Advanced HDR, in grado di migliorare le letture di luce particolarmente difficili ridando nuovi colori alle ombre, l’effetto SlowMotion è stato potenziato.

Certo la seconda fotocamera posteriore rappresenta, per come è stato scelto di implementarla, una mezza occasione persa, ma di certo era questa modalità la soluzione più economica anche da ingegnerizzare lato software. Il risultato è molto buono sia all’aperto, sia negli ambienti chiusi, ma non al buio. Molto bene invece il comparto in macro, anche con zoom fino a 5x. Il comparto audio non stupisce in positivo, ma nemmeno si discosta dalla media delle esperienze in questa fascia di prezzo. 

Per noi OnePlus 6 merita la promozione a pieni voti, smartphone solido, per alcuni aspetti senza troppi grilli di “marketing” per la testa, in linea per potenza messa a disposizione con i top di gamma, meno per il comparto fotografico.

I benchmark Antutu hanno marcato un punteggio superiore a 263mila, tra i primi cinque in assoluto. E OnePlus 6 è effettivamente tra i primi smartphone per quanto riguarda le prestazioni complessive, GeekBench posiziona lo smartphone in una posizione ancora più alta. 

La cinese OnePlus sta abituando sempre meglio chi la segue, bisogna solo cercare di acquistare gli smartphone proprio appena escono, e solo quando effettivamente serve il ricambio. La successione di annunci OnePlus 5, e poi 5T, ora il modello OnePlus 6 e probabilmente con la stessa cadenza OnePlus 6T ingolosisce ma contribuisce anche ad accelerare l’obsolescenza del device che si ha in mano. 

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