Optime: Forbice sui prezzi? Spesso non è concorrenza leale

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Con Davide Rossi, presidente di Optime (Osservatorio permanente per la tutela in Italia del mercato dell’elettronica), affrontiamo il tema dell’evasione dell’Iva nell’elettronica e le conseguenze di un mercato sregolato sul fronte della concorrenza e dei prezzi

L’e-commerce, regolato e legale, funziona e non ‘taglia i punti vendita’ tradizionali. L’e-commerce non regolato, asimmetrico e illegale non solo illude i consumatori (prezzi bassi sì, cosa c’è dietro?) ma crea problemi e danni agli operatori del settore.

Davide Rossi, direttore generale e consigliere Aires, spiega questo passaggio dettagliandone i motivi e sottolineando con esempi concreti quanto l’evasione e, una politica ‘sconsiderata’ di riduzione dei prezzi, possa danneggiare praticamente tutto il settore, qualsiasi esso sia . E’ capitato, il caso Gli Stockisti e Console Planet, citato ovunque in rete e tenuto banco durante la scorsa estate, evidenzia bene il fenomeno di evasione a scopo di riduzione dei prezzi di vendita a scapito degli operatori ‘onesti’ del mercato. “Gli evasori compiono una tripla scorrettezza: anzitutto, non versando i contributi rovinano gli equilibri della filiera che si occupa del recupero e del corretto smaltimento dei RAEE. Il mancato versamento dell’Iva genera minori entrate allo Stato e, da ultimo e per conseguenza a quanto detto, possono offrire slealmente sul mercato, prodotti a prezzi più bassi rispetto a quelli dei concorrenti che invece agiscono operando in piena legittimità perché riversano nelle produzioni quanto non hanno versato allo stato in termini di imposte e tasse, ritagliandosi la possibilità di incidere sui prezzi”.

E’ tutta una questione di generazioni di dati attraverso algoritmi e si traduce in un meccanismo a cascata che va a innescare una miccia pericolosa. “Da settembre scorso abbiamo dato il via a Optime, Osservatorio permanente per la tutela in Italia del mercato dell’elettronica, di cui sono Presidente, riunisce non solo i retailer ma anche le associazioni di categoria e altri soggetti che si preoccupino di regolare la correttezza del mercato.

Davide Rossi

Al momento – spiega Rossi – stiamo collaborando con la polizia postale e per le telecomunicazioni. Optime non monitora solo il mondo dell’elettronica in rete, si preoccuperà anche di farlo fisicamente. Optime ha nel mirino 22 operatori, ha aperto istruttorie, che potrebbero anche risolversi in un nulla di fatto, ma le abbiamo avviate. Oggi, queste istruttorie sono affidate a una primaria società di investigazione iscritta nelle prefetture e ha competenza sul rapporto con le procure. In particolare verifica la regolarità nei pagamenti con la Siae; il versamento dell’eco-contributo attraverso il controllo incrociato con il Raee. Inoltre, abbiamo siglato accordi con le Camere di commercio, per la verifica delle etichette energetiche, e ci preoccupiamo di controllare che le Tv siano vendute con standard corretti. Optime ha in target l’elettronica, per ora, ma dovremo anche occuparci di giocattoli e di fotografia e tutto quello che ruota attorno agli oggetti alimentati a batteria o connessi alla corrente elettrica con la spina”.

Per S. Valentino, gli italiani spendono ogni anno circa 15 miliardi di euro per l’acquisto di prodotti elettronici, quasi un punto di PIL. A fronte del crescente allarme relativo alle truffe online (sono almeno 200 milioni gli euro spesi dagli italiani per acquisti su siti online non regolari), nel tentativo di tutelare i consumatori, Optime ha stilato un vademecum.
 
1. Verifica che siano correttamente riportati i dati della società titolare della attività commerciale (Nome della Società, Numero di Partita IVA, Numero di registrazione al REA e Sede).
2. Controlla sempre il metodo di pagamento: se sul sito sono stati inseriti i loghi delle principali carte di credito ma poi puoi comprare solo tramite bonifico bancario, questo è certamente un campanello d’allarme.
3. Presta attenzione alla scontistica: se c’è una differenza enorme (magari di 3 o 4 volte) tra il prezzo di partenza ed il prezzo al quale viene venduto il prodotto ci può essere qualcosa che non va.
4. Non fidarti mai al 100% delle recensioni: soprattutto quando sono positive. Cerca di capire se l’utente che ha dato 5 Stelle sia una persona reale e verifica l’eventuale esistenza di sue recensioni su altri venditori.
5. Controlla che le modalità di recesso e ripensamento, così come le condizioni per la garanzia, siano chiare e inequivocabili.
6. In relazione all’acquisto di materiale elettronico, bada che sia specificato che hai diritto al ritiro del tuo vecchio apparecchio (in ragione del principio Uno-contro-Uno sui RAEE di ogni dimensione) senza costi aggiuntivi.
7. L’etichetta energetica per alcuni prodotti, come televisori, frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e aspirapolvere è obbligatoria. Questa indicazione non è invece richiesta per alcune tipologie di prodotti più piccoli, come ad esempio smartphone, tablet, PC e rasoi elettrici.
8. Dal 1° Ottobre 2017, per legge, ogni televisore deve disporre dello standard tecnico T2 con HEVC. Qualora non fosse specificato, ci troviamo in presenza di un prodotto molto probabilmente non a norma.
9. Diffida se ti vengono proposti accordi “strani” o formule di marketing piramidali per le quali, a fronte di acquisti di persone da te coinvolte otterrai un bonus, o addirittura un guadagno. Il meccanismo “invita un amico” è, di per sé, legittimo ma spesso non sono chiare le modalità e ci possono essere problemi.
10. Un campanello d’allarme piuttosto evidente sono le somiglianze, nel nome e nella grafica, con società molto note. Diffida: sono studiate appositamente per sembrare un Brand ben conosciuto e carpire la tua fiducia.

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