Patient Voice, una piattaforma di AI al servizio della sanità

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Patient Voice è il primo strumento che permette di raccogliere, classificare e gestire i dati tra pazienti, organizzazioni di pazienti e operatori sanitari. Progetto realizzato da Softjam e Microsoft, con il coinvolgimento di Takeda

Si sente parlare sempre più spesso di applicazioni di machine learning e AI e dell’applicabilità di queste tecnologie in ogni ambito per migliorare la qualità della vita e del lavoro. Poi i casi d’uso esistono sì, ma in un numero decisamente inferiore e ancora insufficiente.

E’ concreto invece il nuovo progetto di portata internazionale partito da Genova, Patient Voice, realizzato da Softjam Spa in partnership con Microsoft (qui uno dei primi contributi al riguardo sul blog di Microsoft), aziende farmaceutiche di rilevanza mondiale come Takeda, associazioni di pazienti estere e la EFCCA, Federazione Europea delle Associazioni di colite ulcerosa e Crohn.

Proprio EFCCA indica la specificità di questa prima realizzazione, infatti Patient Voice, per il momento, è una piattaforma finalizzata alla raccolta e all’archiviazione di informazioni fornite dai pazienti affetti da malattie croniche intestinali (IBD) e alla loro condivisione e valutazione da parte delle organizzazioni di riferimento e degli operatori sanitari al fine di migliorare la qualità di vita dei pazienti, in totale sicurezza.

Ecco come l’AI può giocare un ruolo chiave: dalla raccolta e dall’analisi dei dati che i pazienti condividono tramite App, la piattaforma Patient Voice, basata su Microsoft Azure, è in grado di verificare l’andamento della salute degli stessi e offrire di conseguenza consigli “intelligenti” e personalizzati  per migliorare la qualità della loro vita. 

Luisa Avedano, CEO di EFFCA
Luisa Avedano, CEO di EFFCA

Gli impatti di un progetto simile sono ben identificati Luisa Avedano, Ceo di EFCCA: “Le associazioni di pazienti si stanno rendendo conto di quanto sia utile unire le forze, le energie e le esperienze anche per essere più visibili e reclamare per qualche diritto. Noi cerchiamo di migliorare la qualità di vita dei nostri pazienti quindi le tecnologie che abilitano la raccolta e la fruizione dei dati sono fondamentali. EFCCA sta investendo molto in questo progetto che è il futuro: abbiamo bisogno di questi dati per fare pressione a livello politico sia nazionale sia internazionale, abbiamo bisogno dei dati per avere un quadro per fascia di età, per tipo di malattia e per avere uno screening di quello che accade alla persona, cosa che può aiutare ad affrontare la malattia in maniera più personalizzata”.

Patient Voice è stato presentato presso Digital Tree per favorire l’incontro tra i soggetti coinvolti. Hanno partecipato i rappresentanti delle case farmaceutiche, Takeda in primis, le imprese tecnologiche, Softjam e Microsoft, le associazioni di pazienti provenienti da Canada, Italia, Spagna e Svezia, nonché la Federazione di riferimento e rappresentanti della Commissione Europea che stanno investendo in questi ambiti. I due giorni hanno previsto anche la visita di Digital Tree quale luogo di contaminazione culturale su intelligenza artificiale e machine learning, e sessioni dimostrative su progetti di sanità già realizzati, come il noto Pillo.

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