PayPal: Made in Italy potenziale ma online è ancora debole

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Federico Zambelli Hosmer, General Manager per l’Italia di PayPal, spiega le novità della nuova piattaforma per merchant, web acency, ecc. A ruota libera su: e-commerce. bitcoin, Made in Italy, evasione e concorrenza

Federico Zambelli Hosmer è General Manager per l’Italia di PayPal e da pochi giorni la società ha presentato un nuovo partner program, ossia una piattaforma evoluta con cui Paypal permette l’incontro tra partner legati al mondo e-commerce, come per esempio web agency, piattaforme di e-commerce che abilitano il business dei merchant. “La partnership tra noi, web agency e sviluppatori in generale da al merchant la possibilità di offrire le soluzioni in termini di prodotto Paypal, di integrazione nel sito e di customer journey. Vogliamo migliorare la relazione con i partner, poter accedere alla documentazione dei prodotti Paypal, dando la possibilità di avere un supporto a livello di integrazione e al partner di essere qualificato quando si rapporta con il suo cliente. L’interesse comune è che Paypal sia presente negli e-commerce dei merchant”.

E sembrerebbe proprio così, giudicando a quanto affermato dallo stesso Zambelli Hosmer, intervenuto a un recente convegno organizzato da The Ruling Companies association. Il general manager ha ripercorso la storia di PayPal nata come start-up per consentire lo scambio di denaro tra palmari. Secondo un articolo di Harvard Business Review Italia, nel 2002, dopo l’acquisto da parte di E-bay, PayPal è diventato il metodo di pagamento per definizione su internet a livello globale. L’apertura del codice ha permesso a PayPal di essere integrata in altre piattaforme facendo esplodere i propri volumi dal 2006-2016.

Federico Zambelli Hosmer

Oggi il sistema di pagamento PayPal è integrato praticamente i tutti i siti e in tutte le app. PayPal già dalla metà degli anni 90 ha intuito che la direzione in cui investire si basa su tre assi: mobile, commercio online e digitalizzazione del denaro. Assecondare le esigenze del cliente e semplificare le transazioni sono i punti chiave della strategia di PayPal.

Tornando al nuovo programma, Zambelli Hosmer spiega che è possibile concordare e beneficiare di comarketing, facendo leva sul brand PayPal che consta di 227 milioni di consumatori di cui 5,7 milioni attivi in Italia. “Il nuovo corso – spiega – vedrà un miglioramento nello sviluppo di nuove campagne di comunicazione e comarketing, oltre a maggiore visibilità per i partner che potranno sfruttare la piattaforma. Un esempio. Un merchant che ha un negozio fisico e vuole offrire un servizio di e-commerce avrà bisogno di qualcuno che crei l’e-commerce. A quel punto, il merchant andrà sulla piattaforma di PayPal e collegandosi potrà conoscere quali sono le web agency più vicine a lui o quelle più esperte nel settore merceologica di appartenenza, le potrà selezionare a livello geografico. Quindi da un lato, per i merchant avere la possibilità di accedere agli operatori qualificati; per i partner/operatori qualificati, di essere visibili all’interno di una rosa di merchant che sbarchino online e vogliano digitalizzare il loro business. Noi cerchiamo di facilitare questa relazione”, afferma Zambelli Hosmer.

PayPal Money Box

Il general manager, a domanda su collaborazioni con associazioni di categoria, risponde affermativamente perché pensa che in Italia ci sia un potenziale Made in Italy forte ma non espresso online. “Settimanalmente mi confronto con i colleghi francesi e spagnoli e mi accorgo che il venduto dei merchant francesi e spagnoli all’estero è superiore rispetto al venduto dei merchant italiani. Perché? In primo luogo – spiega – è l’approccio mentale all’export. Per esportare bisogna pensare in grande e noi ora abbiamo una serie di operatori che faticano a pensare al mercato europeo come a un’opportunità. La seconda ipotesi -spiega – è la difficoltà a mettersi in relazione con i clienti della nostra lingua e cultura. Vendere all’estero significa avere la possibilità e la capacità di rispondere, di gestire un reclamo, ecc., anche in lingua, e attrezzarsi con logistica dato che ancora oggi ha costi un po’ alti”.

Sul tema dell’evasione e della concorrenza, PayPal si impegna a trasferire e sostituire il contante con moneta digitale. “Le digital currency vanno di moda noi con il bitcoin lavoriamo da anni, attraverso un accordo con Coinbase, un provider di bitcoin. Siamo aperti all’innovazione e quando il bitcoin diventerà importante per i nostri consumatori saremo pronti a ospitarlo, ora non è usato per regolare transazioni e-commerce ma per speculazione, non vediamo interesse su BtoC per il bitcoin”, conclude Zambelli Hosmer.

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