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La Santa Sede metterà a disposizione dei fedeli un suo canale dedicato su Youtube, seguendo le orme del Congresso Usa nell’era Obama, già presente nel sito di video sharing con due piattaforme “Senate Hub” e “House Hub”.

In Spagna anche Zapatero ha pensato di “postare” dei video per spiegare i provvedimenti del suo governo. Mentre in Italia, a parte il tentativo del ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, solo l’opposizione rappresentata da Antonio Di Pietro, Grillo e Travaglio, ha saputo sfruttare la capallarità e l’effetto scoop del mezzo.

Rimane che, insieme a Facebook, YouTube è l’altro goioiello del Web 2.0, capace di portare frotte di utenti in Rete: 300 milioni ogni mese.

Il 2009 sarà l’anno della svolta di Youtube: da sito di grandissima popolarità a sito capace di generare cash. Questa è la più grande ambizione di Google.

YouTube è ai primi posti dei siti più trafficati al mondo: 300 milioni di utenti ogni mese; la prima diretta su Youtube Live ha registrato un’audience con picchi di 700mila utenti.

Facebook e YouTube sono i servizi più richiesti sugli smartphone e gadget touchscreen di ultima generazione e anche su fotocamere di tendenza come la Cybershot G3 di Sony, presentata al Ces.

Le novità tecniche, introdotte negli ultimi mesi sono piccole, ma significative: prima Youtube ha aggiunto i sottotitoli; poi è diventato widescreen, passando in 16:9 invece che in 4:3; poi è stata lanciata una versione HD di YouTube con lo standard minimo di 720p/1080i; quindi ha siglato un accordo con Mgm per portare su YouTube lungometraggi del calibro deI Magifici Sette; accordi anche con LionsGate e Cbs per uplodare, legalmente, episodi di Star Trek e Beverly Hills 90210.

Nel 2006 Warner era stata la prma Major a rompere l’accerchiamento contro Youtube, accusato di pirateria, e a stringere un accordo con il sito, ma ora ne è uscita indispettita. A generare cassa, sono le inserzioni pubblicitarie legate ai video-cli p, ma secondo Warner la quota è troppo bassa. Eppure, il mercato delle video ads (gli spot sui video online) è in grande crescita: solo nel 2009, il rialzo previsto è del 45% a quota 850 milioni di dollari. Lo riporta eMarketer.

A pensarla diversamente sono invece Mgm,LionsGate, Cbs, e Universal: l’etichetta musicale di recente ha affermato che sta guadagnano decine di milioni di dollari grazie a Youtube.

Infine piacciono sempre più anche i video generati dagli utenti, guardati dal 70% degli utenti Usa (fonte:Deloitte).

Comunque sia, appena Youtube avrà imparato a fare soldi, potrà voltare pagina rispetto alle brutte vicende dei contenziosi legali, che da Vivendi all’italiana Mediaset , hanno fatto causa al sito di video condivisione, arrivando a chiedere la prima un miliardo di dollari e la seconda 500 milioni di euro di danni.

Ma Youtube per ora tira dritto verso il futuro e non pensa alle questioni legali: parentesi del passato, da archiviare in fretta.