Rapporto Oxfam e distribuzione della ricchezza, un problema che riguarda anche il mondo IT

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Il rapporto Oxfam sulla distribuzione della ricchezza denuncia anche le pratiche scorrette delle grandi corporation che sottraggono ai Paesi in via di sviluppo 170 miliardi di dollari. Severa la citazione su Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo

E’ disponibile da scaricare online il rapporto Oxfam sulla distribuzione della ricchezza del mese di Gennaio 2019 dal titolo “Bene pubblico o ricchezza privata?” Il dato più eclatante dell’edizione di quest’anno è riassumibile in un unico messaggio che riportiamo integralmente: “Dall’analisi di Oxfam risulta che 26 individui possiedono attualmente la stessa ricchezza dei 3,8 miliardi di
persone che compongono la metà più povera dell’umanità; l’anno scorso erano 43″.

Sono numeri decisamente impressionanti, cui aggiungiamo quello relativo al contributo che sarebbe necessario per riequilibrare alcune situazioni.

Per esempio Oxfam riporta (attingendo da fonti Forbes) che per mandare a scuola i 262 milioni di bambini che oggi non vi hanno accesso basterebbe che l’un percento della popolazione più ricca pagasse lo 0,5 percento in più di imposte sul patrimonio. 

Nella prefazione del report ci sono altri due spunti.
Per esempio Nick Hanauer, oggi imprenditore e investitore nel capitale di rischio, è stato tra i primi investitori esterni di Amazon e così spiega nel report: “Moralità e giustizia sono le premesse fondamentali della prosperità e della crescita economica. L’avidità non lo è. Quasi tutti i personaggi autorevoli, dagli economisti ai politici e ai media, ci dicono il contrario. L’ attuale crisi di disuguaglianza è conseguenza diretta di un fallimento morale. Una società basata sull’esclusione, su un’estrema disuguaglianza e sull’enorme ricchezza per pochi può sembrare solida e imprescindibile oggi, ma col tempo è destinata a crollare”.

Oxfam - Le diseguaglianze aumentano anno dopo anno
Oxfam – Le diseguaglianze aumentano anno dopo anno

Durissimo, nel report, anche il corsivo riportato su Jeff Bezos, ora l’uomo più ricco del mondo, sulla scorta dei contributi di  Döpfner e sempre di Forbes . Il Report riporta: “Jeff Bezos, fondatore di Amazon, è l’uomo più ricco del mondo e in base alla lista Forbes 2018 il suo patrimonio ammonta a 112 miliardi di dollari. Appena l’1 percento della sua ricchezza equivale a quasi l’intero budget sanitario dell’Etiopia, un Paese con 105 milioni di abitanti. Bezos ha recentemente dichiarato che ha deciso di investire nei viaggi spaziali perché non gli viene in mente un altro modo per spendere il proprio denaro”.  

Il problema riguarda quasi tutto il mondo IT, senza dubbio. Singolare però che su Bill Gates, per esempio, l’unico accenno del Report riguardi la sua idea di incrementare le imposte di successione e non siano presenti nel report altri rilievi. Bill Gates, infatti, nella classifica Forbes si colloca subito dietro a Jeff Bezos, così come per Zuckerberg al quinto posto e Larry Hallison al decimo.      

Oxfam inoltre rivela che le aziende globali i cui proprietari sono tra gli individui più ricchi del mondo godono anche di livelli di imposizione fiscale tra i più bassi degli ultimi decenni. Oxfam riporta infatti come solo 4 centesimi per ogni dollaro di gettito fiscale provengano da imposte patrimoniali.

Così, sempre il report Oxfam, denuncia come i super-ricchi occultino al fisco 7600 miliardi di dollari con le più grandi corporation che trasferiscono i profitti verso i paradisi fiscali societari, sottraendo ai Paesi in via di sviluppo 170 miliardi di dollari all’anno (fonte, A. Alstadsaeter et al., Tax Evasion and Inequality,ibid.,2017).

Solo nell’ultimo anno la ricchezza dei miliardari del mondo è aumentata di 900 miliardi di dollari (pari a 2,5 miliardi di dollari al giorno) mentre quella della metà più povera dell’umanità, composta
da 3,8 miliardi di persone, si è ridotta dell’11 percento.

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