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La scuola italiana si avvia a grandi passi verso la riforma digitale. La Scuola italiana si tuffa sulle lavagne touch, interattive, ma anche sulle pagelle online,

l’accesso web

al fascicolo dello studente, il registro digital e e la comunicazione in tempo reale, via Sms e posta elettronica. Ma è un bluff o la svolta?

Ecco una fotografia del ritardo italiano. L’Italia ha gli insegnanti più malpagati d’Europa, ma il Ministro Renato Brunetta taglia lo stipendio anche agli insegnanti che sono davvero malati (e non solo ai fannulloni). Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini si impegna a ripristinare, dopo il grembiulino, il maestro unico. Ora si riparla di computer nelle scuole, ma secondo l’Osservatorio Permanente Contenuti Digitali il 59,7 per cento degli under 14 ha accesso a un Pc dal luogo di studi o (contro il 90,1% da casa).

Intanto anche il Portogallo ci supera e lo fa con un progetto interessante: un mini computer lowcost, con preinstallato Magellan learning suite che comprende Windows Xp e Office (fonte: Vista dall’Alto).

Vedremo se, dopo l’ennesimo passo falso sui libri online e sugli e-book (registrato a ridosso della Manovra Finanziaria, ma poi ritirato), anche la “Scuola Digitale” sarà l’ennesimo proclama da falò delle vanità, oppure se la scuola italiana si avvierà finalmente verso l’uscita dal tunnel, facendo sposare l’IT con didattica e gestione scolastica.