Sette stampanti laser per sei mesi di stampa

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Un milione di pagine stampate. Per sei mesi, sette laser a colori si sono confrontate nella più difficile prova mai effettuata sulle stampanti. Il risultato? Uno spaccato interessante sulla prova di durata che fa luce senza pietà sui punti di forza e di debolezza delle stampanti in gara

Dopo sei mesi, già all’udito è evidente che le laser a colori non funzionano più in modo così efficiente come all’inizio. Tutti i motori di stampa alla fine cigolavano e scricchiolavano in modo più o meno rilevante. Nelle ultime settimane la stampante Kyocera ha richiesto molta attenzione: per esempio si è rotta un’asticella che l’utente deve estrarre per pulire le lenti, simile a quella usata per controllare il livello dell’olio nell’auto. Le asticelle per la pulizia sono di plastica sottile e fragile. È soltanto una questione di tempo: prima o poi l’utente si trova in mano i frammenti. Purtroppo la Kyocera, senza l’asticella di pulizia inserita, non stampa più, vale a dire che un componente dal valore di pochi centesimi causa l’avaria totale di una costosa laser a colori. Il tamburo, invece, si è rivelato il tallone d’Achille della Ricoh: provocava la formazione di righe evidenti sugli stampati. Anche se si tratta di un componente consumabile, a detta del tecnico Ricoh, si è usurato prima del previsto. In fatto di inceppamenti però la Ricoh non ha dato difficoltà. Insieme alla Hp, la Xerox si è dimostrata tra le periferiche più affidabili. Rispetto alla concorrenza, gli interventi di manutenzione sono stati minimi, si è dovuto sostituire più volte soltanto il rullo di pulizia. I rumori del motore di stampa però tradiscono l’usura meccanica della Xerox: al termine del test la stampante Solid Ink lavorava in modo decisamente meno silenzioso rispetto ai primi tempi.

Autore: ITespresso
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