Sicurezza 7/7: Falla nel kernel Linux, Minaccia stile Conficker, Attacchi Ddos contro il cloud

CyberwarMarketingSicurezzaSistemi OperativiWorkspace

Il sistema operativo Linux contiene una seria vulnerabilità security a rischio exploit per ottenere diritti da superuser. Trend Micro avverte di una minaccia che imita Conficker. Come rispondere al rischio di attacchi Ddos ai datacentre nell’era cloud

Attacchi Ddos contro il cloud computing: Gli attacchi Ddos verso i datacentre rappresentano sempre di più una minaccia per la sicurezza di tutte le società con una presenza su Internet. Ambienti con varieta’ di clienti come questi costituiscono obiettivi preferenziali per gli attacchi DDoS a causa del loro alto profilo e della possibilità di causare danni collaterali a un grande numero di utenti. Bisogna evidenziare anche la rapidità con la quale gli attacchi stanno cambiando, passando da iniziative basate sui volumi che cercano di soffocare le connessioni con enormi quantità di dati, a operazioni molto più sofisticate con attacchi DDoS mirati a intaccare servizi specifici. Quest’ultimo tipo di attacchi non necessita di banda elevata, risultando pertanto difficile da identificare e in grado di colpire numerosi servizi, dai server e-commerce ai DNS, fino alla posta elettronica e all’online banking.

A tal proposito Arbor Networks annuncia la disponibilità della versione 5.5 di Arbor Peakflow SP, la nuova release della piattaforma per il monitoraggio del traffico e la protezione delle infrastrutture di rete, con la quale è possibile contrastare la più grave sfida al processo di adozione del Cloud Computing: la disponibilità di dati e servizi. Peakflow TMS risolve la questione della disponibilità identificando ed eliminando con precisione chirurgica questi tipi di attacco senza interrompere il flusso del traffico legittimo. Questo fa sì che i dati e i servizi rivolti ai clienti rimangano sempre disponibili mentre gli operatori procedono alla mitigazione dell’attacco.
Ora Peakflow TMS viene proposto come appliance mirata a sé stante per il deployment rapido e la mitigazione degli attacchi DDoS diretti a utenti e infrastrutture data center.

Sicurezza e disponibilità continuano a essere ritenute dalle aziende le due principali barriere che ostacolano l’adozione del cloud computing. Risparmi finanziari e aumento delle efficienze sono vantaggi certamente interessanti, ma la prospettiva che dati critici possano restare offline e fuori dal controllo diretto resta un forte elemento inibitore per questo questo tipo di deployment”, ha spiegato Rob Ayoub, Global Program Director Information Security Research di Frost & Sullivan. “Ora, in considerazione di tali preoccupazioni, i fornitori di hosting e di data center devono essere in grado di mitigare gli attacchi senza interrompere l’erogazione dei servizi diretti all’utenza finale. Tale capacità non è più opzionale, in quanto la disponibilità diventa una questione centrale per il modello del cloud computing, e le funzioni di mitigazione costituiscono ormai un must”.

Read also :
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore