Sivieri (ITCore): una scalata verso la cima per fare breccia nelle Tlc

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Ritratti 4.0 – Douglas Sivieri, Amministratore Unico di ITCore, si racconta e spiega che se fosse una tecnologia, sarebbe una qualsiasi abilitante per i disabili. Ama l’inverno e le scalate ed esprime qualche resistenza sulle società del credito

Nata nel 2009 dalla fusione di due aziende storiche, Intertelefonica e Tecnotel, ITCore ha un’esperienza di oltre trent’anni nel mercato delle telecomunicazioni e dei servizi IT. Douglas Sivieri è Amministratore Unico di ITCore, ITespresso.it, ha ripercorso con lui sia la sua storia, sia la sua visione sulle più recenti innovazioni che stanno cambiando la storia anche del nostro paese. Su un punto però, non c’è innovazione che tenga: le società di credito. Alla domanda se questi istituti possano minare lo sviluppo del business, Sivieri è categorico: “Assolutamente sì. Se il rapporto con le banche non è un rapporto paritario, corretto, di visione e di fiducia l’azienda che si avvicina non ha nessuna possibilità di sviluppo in questo momento”.  Su di sé, si descrive con un adolescente mosso da totale ribellione e, se non avesse fatto il lavoro che fa, avrebbe allevato mucche.

Chi è…Douglas Sivieri?

Sono nato ad Adria il 3 gennaio 1967, Ingegnere in Telecomunicazioni e titolare di ITCore.

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?

Che sono fortemente legati e che lo saranno sempre più in futuro.

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?

Mi viene in mente un’opportunità e anche una difficoltà nel rendere il cloud effettivamente fruibile alla maggior parte della popolazione.

Quali sono le possibili applicazioni dell’Intelligenza artificiale nell’industria italiana?

L’Intelligenza artificiale si presta attualmente a tutte le applicazioni possibili e immaginabili. Nell’industria italiana attualmente si parla di tutte le previsioni di lavorazione. In generale credo comunque che sia il futuro dell’elaborazione.

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo It?

Non sono né amiche né nemiche. Credo abbiano delle regole a cui devono sottostare. Certo è che per la Pmi italiana questo è un problema.

Cosa chiederebbe a una società di credito?

Visione. Anche se è abbastanza difficile perché capisco che ormai la società di credito è una società come tante altre, quindi deve fare utili, deve guadagnare e deve sostenere i propri costi.

Crede che il rapporto con queste società limiti lo sviluppo del suo business?

Assolutamente sì. Se il rapporto con le banche non è un rapporto paritario, corretto, di visione e di fiducia l’azienda che si avvicina non ha nessuna possibilità di sviluppo in questo momento.

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?

Credo che ciò che freni sia la difficoltà degli imprenditori di superare il concetto del day-by-day per lavorare a piani di digitalizzazione a lungo termine. Probabilmente frena anche il fatto che siamo in un periodi di grande rivoluzione. La corsa verso la digitalizzazione è quasi forzata e credo ci sia un timore generale di commettere errori.

Industria 4.0: nuova linfa al piano Calenda. Cosa ne pensa?

Penso che il piano Calenda sia un bellissimo piano fiscale e che abbia sicuramente aiutato le aziende che potevano ammortizzare quindi quelle che andavano bene. Penso che non sia stato quello di cui l’Italia in questo momento ha bisogno, cioè un piano industriale vero e proprio e non solo di visone politica e vada al di là del quinquennio di una singola legislatura.

Douglas Sivieri

I robot ci ruberanno il lavoro?

Solo se non sapremo collocare la nostra professionalità al di sopra del lavoro che verrà svolto da loro. E’ indubbio che tutte le rivoluzioni portano dei sacrifici, ma portano anche delle opportunità.
Non credo che il robot abbia tolto dei posti di lavoro al momento della sua introduzione nel processo produttivo aziendale. E’ comunque una domanda difficile a cui rispondere perché sei all’interno di un processo, di una rivoluzione nella rivoluzione . Bisognerà stare a vedere cosa succede.

Che idea ha dello smart working?

Sono favorevolissimo. E’ un processo di avvicinamento a una migliore qualità di vita ed è sicuramente un processo di innovazione di cui tutti hanno bisogno.

Se le dico Bitcoin cosa mi risponde?

Le rispondo come le avrebbe risposto qualcuno quando per la prima volta si è passati dal baratto al denaro. Non si sa. E’ una valuta che non ha correnza, che non ha dietro depositi d’oro che possono darle solidità. Sono tutte novità che vanno valutate nel percorso. Credo comunque ci si debba avvicinare con l’opportuna cautela.

Come deve comunicare oggi un’azienda nell’era dei social network?

Non è che il social network rappresenti qualcosa di diverso rispetto alle ere precedenti, semplicemente ci sono canali comunicativi che prima non c’erano. In questo senso l’azienda deve utilizzare o dovrebbe utilizzare al meglio quelle che sono le potenzialità che i social network mettono a disposizione, facendo particolarmente attenzione alla qualità delle notizie che l’azienda mette in rete.

Qual è stato il suo percorso di studi?

Dopo scuola dell’obbligo ho fatto il liceo scientifico G. Galilei e poi la facoltà di ingegneria a Padova più una serie di corsi specialistici durante la mia carriera.

Quali sono i suoi hobby?

Mi piace molto scalare e tutti gli sport di montagna.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?

Apprezzo fortemente la sincerità compreso il dolore che può comportare e non mi va giù la piaggeria.

Direbbe grazie a…e perché?

A mia mamma perché ha avuto una pazienza straordinaria

A chi chiederebbe scusa e perché?

In questo momento alla mia famiglia perché sono poco presente.

Che tipo di adolescente era?

Sono stato un terremoto, tutto quello che si poteva fare per farsi male l’ho fatto. Tutte le esperienze consentite a un ragazzino le ho fatte. Ero tendenzialmente un ribelle nei confronti dell’autorità famigliare.

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?

Douglas Sivieri

Per il mio percorso scolastico.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?

Probabilmente a una testardaggine infinita e a una grandissima fiducia nelle mie capacità.

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?

Tutti quelli che trovate sul mercato sono presenti anche a casa mia.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarsi?

E’ un’abitudine che non ho. Appena sveglio penso a me e cerco di organizzare nella testa la mia giornata, mentre prima di coricarmi non ne voglio sapere di avere pensieri prima di dormire quindi non guardo la posta.

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?

Fagioli “in potacìn” (piatto veneto)

Se fosse un quadro?

Sarei indeciso tra I girasoli di Van Gogh o un quadro qualsiasi di Rembrandt.

Se fosse un film?

Quella sporca dozzina

Se fosse una stagione?

L’Inverno!

Se fosse una tecnologia?

Una qualsiasi tecnologia abilitante per i disabili.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?

Probabilmente alleverei mucche.

Se avesse una bacchetta magica…

In questo momento sarei su una vetta di 6000 metri

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