Social shopping: acquisizioni, IPO e valutazioni dei social network

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Facebook, Twitter, LinkedIn, Pinterest: i social network evolvono. In attesa dell’IPO di Facebook, vediamo quanto valgono e quali acquisizioni mettono a segno

Passiamo al capitolo valutazioni. Alla partenza del roadshow di Mark Zuckerberg, sappiamo che con 901 milioni di utenti, di cui 20 milioni solo in Italia, e un prezzo dei titoli che oscilla fra i 28 e i 35 dollari, ogni utente di Facebook verrà valutato oltre 4 dollari. Facebook potrebbe raggiungere una valutazione record per un’IPO tecnologica: da 100 miliardi di dollari circa (toccherà i 96 miliardi di dollari se prevarrà la valutazione superiore).

Groupon e Pandora hanno dimezzato il loro valore, dopo la quotazione; ma LinkedIn, che ha saputo muoversi bene finora, è in crescita. Anzi LinkedIn, il social network dei professionisti, va bene: è in borsa ormai da quasi un anno: nell’ultimo trimestre ha messo a segno un incremento del fatturato di oltre il 100% a 188,5 milioni di dollari, oltre le attese. Nel primo trimestre LinkedIn ha registrato un utile netto salito a quota 5 milioni (4 centesimi per azione) rispetto ai 2,08 milioni (0 centesimi). Gli utenti del social network sono da 150 milioni a 161 milioni. L’integrazione con SlideShare, acquisita per 118,75 milioni di dollari, è una delle più azzeccate.

Parlando di valutazioni, non deve stupire che Rovio Entertainment, che ha visto i ricavi crescere a 100 milioni di dollari, potrebbe quotarsi in Borsa: Angry Birds potrebbe valere 9 miliardi di dollari. Con 800 milioni di download, la finlandese Rovio a fine 2011 contava 200 milioni di utenti attivi mensilmente, quasi quanto i 240 milioni di Zynga, il produttore di Farmville Cityville. Rovio nel 2011 riportava profitti, prima delle tasse, pari a 48 milioni di dollari su 75.4 milioni di euro, pari a un margine del 64%. Nel 2010 il fatturato ammontava a circa 10 milioni di dollari.

A proposito di social network in Borsa, Zynga già è quotata e ha raggiunto i 2.8 milioni di utenti attivi su base mensile. Ha chiuso il primo trimestre 2012 registrando una perdita di 85,4 milioni di dollari, pari a 12 centesimi per azione, rispetto ai profitti (1,34 milioni, o break even), messi a segno un anno fa. I profitti si sono attestati a 6 centesimi rispetto ai 5 centesimi indicati dagli analisti. Le vendite sono invece salite del 32% a 321 milioni, oltre le attese del mercato.

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