Stati Uniti e ZTE ai ferri corti, niente più hardware e software per l’azienda cinese

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MWC 2017 - ZTE Gigabit Phone, lo smartphone da un Gbps in download

Arriva il divieto di Trump per le aziende americane di vendere componenti a ZTE. Gli USA proseguono nella loro strategia ad alta tensione contro le aziende cinesi

La tensione si era alzata alle stelle dopo l’accusa da parte del Dipartimento del Commercio americano nei confronti di ZTE di aver dichiarato il falso all’Ufficio Industria e Sicurezza USA, nel 2016, e la vicenda riguardava allora bonus per i dipendenti ZTE coinvolti nell’export illegale di tecnologie, invece dei provvedimenti disciplinari promessi. Ora arriva il divieto per sette anni alle aziende americane di vendere componenti hardware e software sensibili all’azienda cinese
Si gioca quindi non più a colpi di fioretto, ma di spada, la guerra tra Pechino e Washington in corso oramai da mesi e che in forma diversa riguarda anche Huawei.

Donald Trump, Presidente USA

Peccato che i provvedimenti Usa potrebbero poi produrre effetti negativi anche in Europa e in Paesi come il nostro che invece intrattengono ottimi rapporti con entrambe queste aziende.
Per esempio in Italia ZTE ha già annunciato un investimento di 3 miliardi nei prossimi sei anni, ed è già presente con un’offerta importante presso i nostri operatori, oltre ad essere protagonista nel mercato 5G nostrano con Wind Tre (gara da un miliardo di euro), in collaborazione con Open Fiber. 

Sembra in prima battuta che i componenti necessari per le infrastrutture 5G non siano tra quelli banditi per l’export dagli Usa. Piuttosto la preoccupazione occidentale riguarda il fatto che le cinesi si stiano distinguendo nel mercato infrastrutturale 5G, crescano a ritmi significativi, e in questo specifico caso di ZTE l’azienda non risulti affidabile per quanto riguarda la neutralità aziendale rispetto alle politiche del Paese di origine. ZTE per esempio è per il 51 percento di proprietà di realtà pubbliche cinesi. 

Il problema invece potrebbe essere significativo per quanto riguarda le piattaforme mobile. Android è un sistema operativo open source, potrebbe non essere coinvolto il suo utilizzo, ma tutte le applicazioni per Android, utilizzate in modo universale?  Esse sono comunque di origine americana: resta da verificare se effettivamente siano tecnologie “sensibili”. Il divieto, nel senso più esteso, potrebbe riguardare quindi proprio tutta la proposta Alphabet (Google). 

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