Trump mette fine (per ora) alla neutralità della Rete

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Quiz: Che cosa sapete della Net Neutrality?

Negli Usa la Federal Communications Commission ha messo fine alla neutralità della Rete, ma intanto fioccano i ricorsi. Torna lo spettro del monopolio sul traffico a vantaggio di chi paga di più

Negli Usa l’amministrazione Donald Trump ha abolito il principio di neutralità della Rete. La Federal Communications Commission ha infatti dato il via libera alla possibilità di un Web a doppia velocità, idea che è stata a suon di leggi contrastata dall’amministrazione democratica precedente e dall’ex presidente Usa Barack Obama, ma prima ancora alla base anche della politica Bush con le leggi del 2005.

In pratica sarà concesso agli operatori offrire una rete percorribile per i dati a diverse velocità a seconda di quanto si paga. Gli operatori potranno offrire un servizio più veloce alle imprese che pagano di più. I voti dei due commissari democratici in commissione ovviamente non sono bastati a contrastare – di fatto – il volere del Presidente USA in carica (e della sua longa manus Pai presidente della FCC), che se pure nei primi mesi del suo mandato risulta tra i più contestati evidentemente ha dalla sua una schiera importante di sostenitori cui ha promesso in campagna elettorale cose che ora è chiamato a realizzare.

Vengono pertanto eliminate le misure precedenti pensate proprio per impedire ai fornitori di accesso alla Rete di preferire a livello di velocità di traffico alcuni siti o servizi rispetto ad altri. 

Vogliamo ricordare, sulla scorta di Wikipedia che viene ritenuta “neutrale”, dalla maggior parte dei sostenitori di questo principio, una rete a banda larga che sia priva di restrizioni arbitrarie sui dispositivi connessi e sul modo in cui essi operano, cioè dal punto di vista della fruizione dei vari servizi e contenuti di rete da parte dell’utente finale.

Ajit Pai - Commissario e presidente della FCC
Ajit Pai – Commissario e guida della FCC

Dal punto di vista tecnico l’abolizione della neutralità della Rete implica la fine dell’obbligo di NON differenziare i diversi pacchetti di dati di cui si compone l’informazione, e quindi sarà possibile fare distinzioni tra livelli di servizio (e priorità).

Di fronte alle obiezioni di chi come il commissario repubblicano Ajit Pai ha spiegato la sua intenzione di sostenere l’abolizione della neutralità della Rete per tornare alle regole che hanno governato Internet per anni, è facile portare una serie di considerazioni.

L’abolizione della neutralità della Rete è voluta dalle grandi telco statunitensi, nel 2014 fu Netflix a farne le spese, perché il traffico video sembrava mettere sotto stress le reti. Amazon, Facebook, Google che fanno parte della Internet Association si sono in tempi diversi proclamati contrari all’eliminazione della neutralità.

A nostro avviso la tecnologia già mette a disposizione – e ancora di più lo farà in futuro – tutti gli strumenti per smantellare le motivazioni di chi la chiede e per affrontare i problemi secondo altri principi. Chi vuole l’abolizione non fa altro che voler finanziare la propria trasformazione (necessaria indubbiamente per sostenere i volumi di traffico cui andiamo incontro) con i soldi degli stessi clienti che intende servire e da cui si fa già pagare e di pretendere fors’anche di arrivare a un’ulteriore profonda regolamentazione.

L’Europa per ora gioca al politichese, da un lato sembra sostenere la net neutrality dall’altro ha lasciato anche nelle ultime regolamentazioni ampio spazio per consentire ai propri organismi di fare marcia indietro a seconda degli interessi che prevarranno.

E’ un dato certo che Internet senza net neutrality si trasforma in un servizio molto meno trasparente rispetto ad oggi, pur già con tutti i limiti. A noi piace però anche pensare che una volta che si accede a Internet a tutte le informazioni sia data la stessa possibilità di emergere e abbiamo visto che non è già così.

Se si parla di neutralità davvero da ogni punto di vista la Rete ha perso la sua verginità oramai da molto tempo. Chi ha già le spalle larghe potrà anche in futuro pagare quanto basta, ma che possibilità avranno da ora gli sfidanti?  

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