Tutti i guai di Facebook, Cambridge Analytica ha esposto 87mln di account

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Zuckerberg smentisce di voler applicare il GDPR solo in Europa con regole diverse sulla privacy a seconda dei Paesi e accetta il confronto con le Commissioni Usa. Restano i dubbi sui tempi di adeguamento della piattaforma

L'”incidente” Cambridge Analytica, che abbiamo già raccontato a caldo, si sta rivelando molto più grave e foriero di conseguenze per Facebook di quanto si potesse pensare. Sarebbero infatti stati esposti i dati di 87 milioni di utenti (la stima è per accesso e la fonte è Zuckerberg stesso), molti molti di più rispetto alla cifra di 50 milioni stimata in prima battuta dai quotidiani americani.

Il “mea culpa” di Zuckerberg non è bastato, i buoni propositi per il futuro – tra l’altro con dichiarazioni che lasciano supporre che i tempi per “sistema l’algoritmo” siano piuttosto lunghi, nemmeno. Cambridge Analytica in Italia potrebbe avere raccolto i dati di circa 214mila utenti, il volume non allarma, ma la modalità resta invece grave.

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A Zuckerberg, che tra pochi giorni dovrà testimoniare davanti alla Commissione Energe e Commercio negli Usa, e atteso in Europa a rispondere forse in modo ancora più approfondito, considerata l’attenzione per la privacy e i nostri regolamenti, conviene assolutamente un atteggiamento di grande disponibilità e tenere un profilo non arrendevole ma sicuramente nemmeno volto a sdrammatizzare l’accaduto.

Intanto dal 9 di aprile Facebook avviserà gli utenti coinvolti nelle analisi di Cambridge Analytica, inoltre un tool nella sezione principale delle Notizie consentirà di reimpostare le autorizzazioni concesse ad ogni applicazione, non si fermano qui i provvedimenti per cui dovrebbe anche essere limitato l’accesso ai dati, in ogni caso, alle applicazioni di terze parti per cui sarà vietata la raccolta delle informazioni più sensibili come gli orientamenti religiosi e ovviamente quelli politici.

Meno dati allo stesso tempo significa anche avere meno “prodotto” da vendere per le campagne di marketing. Evidente che questo avrà un riflesso sui ricavi, come già le quotazioni in borsa, in ribasso, hanno stimato. 

La buona notizia invece arriva dalla smentita del Ceo di Facebook riguardo l’intenzione di voler applicare il GDPR solo in Europa. Facebook starebbe lavorando per fare in modo che le regole sulla privacy adottate siano uguali in tutto il mondo, con il pieno rispetto di ogni regolamento. Una dichiarazione che lascia intendere come la legge più restrittiva diventerà anche la regola per Facebook in modo universale. Alla prossima…

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