Uber entra nel mercato europeo del bike sharing

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Uber pronta a sbarcare in europa con il suo servizio di bike-sharing, già disponibile negli Usa. Si parte dalla Germania, ma l’obiettivo è di arrivare presto in altre città europee

Tanto poco amata dai taxisti europei è Uber quanto ostinata nei suoi progetti tanto che, proprio a partire dalla Germania, l’azienda con il quartier generale a S. Francisco, che per prima ha proposto un servizio di trasporto automobilistico privato con prenotazione attraverso un’app, rilancia la sua scommessa europea con un servizio di bike sharing, con biciclette elettriche a pedalata assistita in affitto.

Il servizio ovviamente esiste già negli USA ed è il frutto dell’acquisizione di Jump, a inizio aprile di quest’anno. E’ il nome della startup ora di Uber ben valutata proprio per l’app di servizio che proponeva. Si tratterà di un servizio almeno per un aspetto di “fascia alta”, perché mentre è praticamente governato dalle aziende cinesi in Europa il mercato del bike sharing classico, la proposta di una bicicletta elettrica in Europa si qualificherebbe proprio per questa caratteristica che rende il progetto Jump in salsa europea particolarmente originale.

Uber Bike – Le tariffe negli Usa sono di circa due dollari per mezz’ora

L’esordio proprio a San Francisco non sarebbe potuto essere in verità diverso, considerata la mappa della città; già Berlino richiederebbe meno la proposta di una bici elettrica. Vedremo quando, più avanti nel tempo, il servizio di Uber si diffonderà anche nelle nostre città che tipo di mezzi saranno offerti e soprattutto come si coniugherà la proposta di Uber con l’accoglienza locale sia dei cittadini sia delle pubbliche amministrazioni. 

La scommessa di Uber con le biciclette (rigorosamente dotate di Gps e di un sistema di blocco e sblocco che sembra però richiedere l’aggancio a un supporto esterno) , in verità, si innesta in un disegno strategico più ampio. Uber potrebbe infatti ambire a diventare unico hub dei servizi di trasporto non pubblici con i diversi mezzi: auto (ove le leggi lo consentono) e bici. Ma soprattutto vorrebbe diventare l’app di riferimento per la mobilità urbana tout court.

Restano aperti i soliti problemi, per cui nell’era delle privatizzazioni a tutti i costi, a Uber non sia riuscita ancora la penetrazione in non poche città europee. Un problema questo, come tanti altri che potrebbe essere tranquillamente risolto nel rispetto delle categorie, ma anche degli interessi dei cittadini che in alcune città pagano anche 20-30 euro per percorrere meno di 10 Km.

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