Ue: Un miliardo di euro per il supercomputer e l’infrastruttura europea

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L'Europa necessita 800 miliardi di investimenti in infrastrutture digitali

Il Consiglio dei ministri europeo sostiene il piano della Commissione sull’investimento in supercomputer che portino alla costruzione di un’infrastruttura di supercalcolo europea. Un miliardo di euro per l’avvio

Il Consiglio dei ministri europeo sostiene il piano della Commissione sull’investimento in supercomputer che portino alla costruzione di un’infrastruttura di supercalcolo europea.
Era gennaio 2018 quando la Commissione Europea varò, con gli stati membri, questo progetto che ora è stato ratificato. 
I supercomputer sono necessari per elaborare quantità sempre crescenti di dati e apportano benefici in molti settori della società, dalla sanità alle energie rinnovabili e dalla sicurezza dei veicoli alla cybersicurezza. Il Consiglio ha adottato un regolamento volto a istituire l’impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni (EuroHPC), una nuova struttura giuridica e di finanziamento, che metterà in comune risorse provenienti da 25 paesi europei, costruirà un’infrastruttura di supercalcolo e di dati e sosterrà la ricerca e l’innovazione nel settore con la partecipazione di scienziati, imprese e industria. 

“I dati sono la materia prima della nostra economia digitale. Abbiamo bisogno dei supercomputer per elaborarli, sviluppare l’intelligenza artificiale e trovare soluzioni a problemi complessi, ad esempio nel campo della salute e della sicurezza. Oggi la maggioranza dei nostri ricercatori e delle nostre imprese si trova costretta ad uscire dall’Europa per avere accesso ai computer di cui ha bisogno. L’UE non può permettersi di restare indietro. Con EuroHPC potremo trarre vantaggi dall’innovazione rimanendo in Europa”, spiega Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione responsabile per il Mercato unico digitale. E aggiunge Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Economia e la società digitali:”L’impresa comune EuroHPC stimolerà lo sviluppo, in Europa, di una catena competitiva di supercalcolo e fornitura dei dati tramite appalti pubblici. Attraverso i suoi centri di competenza fornirà mezzi al mondo accademico, all’industria, alle piccole e medie imprese e ai servizi pubblici europei, e darà loro accesso a un’ampia gamma di risorse, servizi e strumenti per migliorare le loro competenze digitali e innovare.”

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Commissione Europea

L’impresa comune EuroHPC sarà istituita nel novembre 2018 e resterà operativa fino alla fine del 2026. La cooperazione è essenziale per la competitività e l’indipendenza dell’UE nell’economia dei dati dal momento che attualmente l’industria dell’UE consuma oltre il 33% delle risorse mondiali di supercalcolo ma ne fornisce solo il 5%.

L’impresa comune disporrà di un bilancio di 1 miliardo di euro, di cui una metà dal bilancio dell’UE e l’altra metà dagli Stati membri europei partecipanti. Risorse supplementari per un valore di 400 milioni di euro saranno messe a disposizione da partner privati. Le attività dell’impresa comune si concentreranno su due ambiti:
un’infrastruttura di supercalcolo paneuropea per acquisire e predisporre nell’UE due supercomputer tra i primi 5 a livello mondiale e almeno altri due che si classifichino tra i primi 25 al mondo. Tali macchine saranno interconnesse con i supercomputer nazionali esistenti e messe a disposizione di utenti pubblici e privati in tutta Europa, per essere impiegate in oltre 800 campi di applicazione scientifici e industriali;
ricerca e innovazione per sostenere lo sviluppo di un ecosistema europeo di supercalcolo, stimolare un comparto industriale di fornitura di tecnologie e mettere risorse di supercalcolo in molti settori di applicazione a disposizione di un gran numero di utenti pubblici e privati, comprese le piccole e medie imprese.
A oggi si sono impegnati a partecipare all’impresa comune i seguenti paesi europei: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Norvegia, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ungheria.

Le attività dell’impresa comune inizieranno nelle prossime settimane dopo la nomina dei rappresentanti della Commissione, dei paesi europei e dei partner privati che faranno parte del consiglio di direzione e del consiglio consultivo industriale e scientifico.
A lungo termine la Commissione ha proposto di investire 2,7 miliardi di euro nell’impresa comune per rafforzare il supercalcolo e l’elaborazione dei dati in Europa nell’ambito del programma Europa digitale per il periodo 2021-2027, proposto nel maggio 2018. Tali finanziamenti aggiuntivi garantiranno la disponibilità di supercomputer all’avanguardia a livello mondiale e il loro ampio utilizzo nel settore pubblico e privato, comprese le piccole e medie imprese.

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