Un tavolo comune per regolamentare le vendite online di prodotti non a norma

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Si è tenuto a Bruxelles un incontro tra esperti del settore e-commerce per discutere delle vendite online e della validità dei prodotti posti in commercio. Ne è emersa la necessità di un tavolo coordinato

Si è sempre sicuri che i prodotti immessi sul mercato europeo attraverso canali di vendita online siano conformi alle normative ambientali? Ancora una volta, la palla passa alle piattaforme di e-commerce che, in alcuni casi, hanno lasciato spazio, per incuria o per svista, a prodotti non proprio sicuri secondo i dettami normativi. Ecco perchè serve un tavolo di confronto comune, di un approccio coordinato e coerente. Tutto questo è emerso a Bruxelles, nell’ambito del workshop “Online Sales of Non-Compliant Products”, organizzato da EucoLight, l’associazione europea dei sistemi collettivi RAEE specializzati nei rifiuti di illuminazione, con il contributo del consorzio italiano Ecolamp. Tante domande sono emerse e alcune di queste hanno trovato una risposta in una parola: coordinamento. Come garantire la conformità dei prodotti venduti online in Europa? Quali sono le conseguenze economiche e ambientali di prodotti non a norma? Come contrastare l’evasione dell’Iva nell’e-commerce?

Dalla mancata conformità ai test di sicurezza, dall’applicazione delle direttive sugli imballaggi e sui rifiuti elettrici ed elettronici al problema dell’evasione dell’IVA, al tema dei soggetti preposti alla sorveglianza del mercato, una platea di oltre cento esperti si è confrontata su criticità e possibili soluzioni per una piena conformità dell’e-commerce alle norme vigenti in Europa. “La crescita vertiginosa dell’e-commerce rappresenta una grande opportunità per imprese e consumatori, ma allo stesso tempo implica rischi senza precedenti. Optime è un’iniziativa congiunta che raggruppa produttori, rivenditori, consorzi di RAEE e altre parti interessate che lavorano insieme per creare consapevolezza, indagare sulle anomalie e supportare le Autorità competenti nel contrastare pratiche scorrette e illegali. Quest’esempio di collaborazione tra tutti i player della filiera che si riconoscono nei valori della legalità e della concorrenza leale tra imprese è un modello vantaggiosamente duplicabile in altri Paesi Europei“,  ha dichiarato Davide Rossi, Presidente di OPTIME, Osservatorio Permanente per la Tutela in Italia del Mercato dell’Elettronica. 

Davide Rossi, Direttore Generale Aires-Confcommercio
Davide Rossi

L’economia digitale è una storia di successo con grandi potenzialità. Tuttavia, come testimoniato anche da un recente rapporto dell’OCSE, la non conformità è una preoccupazione crescente per i prodotti venduti online. Nella nostra esperienza il settore dell’illuminazione e dell’elettronica è particolarmente vulnerabile, con numerosi produttori che non aderiscono al sistema RAEE pur usufruendo del servizio di gestione dei propri rifiuti“, così si è espresso Marc Guiraud, Segretario Generale di EucoLight.

Come illustrato da “un’indagine effettuata nel Regno Unito dal WEEE Scheme Forum ha evidenziato come il 54% degli utensili elettrici, il 76% delle lampadine a LED e l’88% degli orologi fitness venduti su un’importante piattaforma online non risulti in regola. Diversi studi dimostrano che ci sono vendite online su larga scala non adempienti alla normativa RAEE. I rivenditori tradizionali hanno, per molti anni, verificato la conformità dei produttori delle apparecchiature in vendita. Gli operatori online potrebbero , e dovrebbero, fare lo stesso. Non ci possono essere scuse per sostenere consapevolmente la vendita di prodotti che infrangono la legge”, ha spiegato Nigel Harvey, ceo di RecoLight e vicepresidente di EucoLight.

Arriva l'1 contro 0 nel ritiro dei RAEE
Raee

Hans Ingels della DG Sviluppo ha affrontato la questione dal punto di vista legislativo, parlando del pacchetto europeo di normative sulle merci, attualmente in discussione, e illustrando tre principi ispiratori per contrastare un’eccessiva presenza di prodotti non sicuri e illegali sul mercato: “1) collaborare con le imprese per prevenire le non conformità invece di limitarsi a controllare il mercato; 2) sviluppare strumenti appropriati per il controllo delle vendite online; 3) migliorare la cooperazione tra le autorità in tutta Europa”. Anche Bettina Lorz della DG Ambiente ha sostenuto azioni di contrasto coordinate a livello nazionale e sovranazionale, sostenendo, inoltre che “i funzionari impegnati nello sviluppo delle norme doganali, fiscali e commerciali dovrebbero lavorare in stretta collaborazione con le autorità ambientali per la regolamentazione dei prodotti e la successiva applicazione di tali norme: il pacchetto sulle merci potrebbe essere una buona opportunità per realizzare questo genere di sinergia”.

“Il peso del commercio online per le vendite di apparecchiature elettriche ed elettroniche è innegabile – dichiara Fabrizio D’Amico, Direttore Generale del consorzio Ecolampè necessario tuttavia che le piattaforme di e-commerce, che ospitano Produttori non in regola con la normativa, siano chiaramente identificate come soggetti responsabili della conformità dei prodotti che immettono sui nostri mercati, anziché fare da scudo a produttori che si sottraggono ai propri obblighi determinando ripercussioni negative sull’intero sistema”.

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