Web Tax, rivedere le norme sulla stabile organizzazione

Autorità e normativeNormativa

Opinioni a confronto di Elio Catania (Confindustria Digitale) e di Davide Rossi (Aires-Confcommercio) sul tema della web tax

“L’Italia faccia da apripista in Europa con la revisione della definizione di stabile organizzazione”. E’ questa, in sintesi, la proposta del presidente di Confindustria Digitale Elio Catania che tende a superare l’emendamento sul tema contenuto nelle legge di stabilità. “Rivedere le norme sulla stabile organizzazione – spiega Catania – è la via più efficace per accelerare sulla riforma della fiscalità e catturare quanto prima il valore creato dall’economia digitale. L’equità fiscale rappresenta una priorità da affrontare con urgenza, le distorsioni oggi esistenti non sono accettabili. Il digitale ormai investe tutta l’economia ed è un grave errore trattarlo come un settore a sé stante verso cui istituire un regime speciale di tassazione”.

Elio Catania
Elio Catania

Il riequilibrio delle entrate a vantaggio del nostro Paese è un fatto dovuto –prosegue – ma la rincorsa a fare cassa attraverso regole nazionali, che vede oggi impegnato il Parlamento attraverso un susseguirsi erratico di emendamenti alla legge di stabilità, dimostra chiaramente l’estrema difficoltà a definire, con i concetti della fiscalità tradizionali, la base imponibile del digitale. Stanno venendo fuori norme contorte, di incerta attuazione, che, paradossalmente, incidono sulle imprese italiane e complicano la vita di quelle che acquisteranno servizi digitali assimilandole addirittura a sostituti d‘imposta . Norme che per la prima volta vanno a gravare sui ricavi e non sugli utili, determinando un aumento della pressione fiscale proprio sulla parte più innovativa dell’economia italiana. Tale impostazione va palesemente contro la politica di digitalizzazione del sistema produttivo italiano, di cui il governo con i programmi Banda ultralarga e il Piano Industria 4.0 ne sta facendo asse portante della crescita”.

“Auspichiamo –conclude Catania – che questa impostazione venga abbandonata e che il nostro Paese scelga di fornire un contributo veloce, positivo, concreto, per stabilire le condizioni che possano dare luogo ad una nuova forma di organizzazione stabile, fiscalmente rilevante che riequilibri introiti e quadro di fiscalità. Ciò in linea con quanto già a livello europeo si sta elaborando e nella direzione di valorizzare opportunamente il digitale come fattore di crescita”. 

Davide Rossi
Davide Rossi

Le opinioni si rincorrono su questo tema e anche Davide Rossi, nel suo duplice ruolo di Presidente della Federazione Optime e Direttore Generale della Aires-Confcommercio dice la sua. “Dopo l’iniziale delusione davanti alla porta della Commissione Bilancio – dove si è approvata una versione ‘light’ della Web Tax che esclude la cessione di beni fisici e si concentra sui soli servizi – è bene sottolineare che si è evitato un passo falso. Nella giornata di domenica – prosegue –  era infatti circolata una versione dell’emendamento che non ci convinceva e avrebbe creato più problemi che opportunità. Proseguiremo però la nostra battaglia per la ‘par condicio competitiva’. Come Aires chiedendo nuove leggi perequative delle asimmetrie esistenti, e come Optime per far applicare a tutti, a tutti indiscriminatamente, le tante norme già in vigore che vengono talvolta disattese proprio dai principali operatori OTT”, afferma.

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