Windows 10s diventerà “S Mode” nel 2019

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S Mode sarà una modalità utilizzabile in tutte le versioni di Windows 10. Resta la possibilità di passare a Windows 10 Home o Pro, ma scuole e aziende potranno preferire S Mode per semplificare gestione e sicurezza

Con un Tweet, Joe Belfiore ha svelato il destino definitivo di Windows 10s che diventerà semplicemente uno dei “gusti” disponibili di Windows 10 e non sarà più quindi un OS a parte. Tutto ciò dall’anno prossimo. 
Si tratterebbe di una scelta volta a semplificare decisamente lo scenario e nel complesso molto interessante.
Abbiamo imparato a conoscere Windows 10s, con qualche approssimazione, come il corrispettivo per i device con Windows 10 alla proposta di Chrome OS sui Chromebook.

Joe Belfiore di Microsoft presenta Windows 10
Joe Belfiore, Corporate Vice President, Operating Systems Group di Microsoft, in occasione della presentazione di Windows 10

Quindi un’installazione dell’OS decisamente più sobria, che consente solo l’utilizzo dell app del repository ufficiale, e con i relativi benefici per la sicurezza, la stabilità del sistema, meno rallentamenti nel tempo, e hardware livellato con i conseguenti benefici per il portafoglio.

Joe Belfiore è sceso in campo sollecitato da una domanda in cui si chiedevano le differenze tra Windows 10s e “S Mode” appunto e ha quindi affermato che Windows 10 S Mode, sarà semplicemente una possibilità di fruire Windows 10 intriseca del sistema, non una versione a sé stante. 

Ci sono interessanti ricerche che documentano come solo il 40 percento di chi ha scelto un device con Windows 10s abbia poi provveduto all’upgrade (ovviamente consentito) a una versione di Windows 10 Home o Pro (quest’ultima gratuita solo fino alla fine di marzo). E anche se l’esordio del sistema “s” per ovvi motivi è stato da Microsoft proposto sui Surface, che per loro natura sono del tutto in grado di offrire un’ottima esperienza anche con il sistema operativo Pro, sarebbe davvero interessante la proposta di un device alternativo all’esperienza Chrome OS, a patto di offrire all’utente un risparmio coerente con il funzionamento in “S Mode”.

La semplificazione proposta da Microsoft, come spiegata da Joe Belfiore, dal punto di vista software è ineccepibile e benefica, il rischio però di non riuscire a delineare una proposta conventiente “sul prezzo”, come è possibile invece con i Chromebook, effettivamente resta. Da un lato infatti è un bene che la modalità  “S mode” possa essere applicata a tutte le edizioni di Windows 10. Si pensi per esempio a una scuola che decide di “limitare i danni” sui propri computer a quelli possibili solo con le applicazioni di Microsoft Store. 

Dall’altro gli Oem potrebbero limitarsi a offrire i device con Windows 10 S Mode per lasciare poi agli utenti la scelta di spendere un po’ di più per il sistema Pro, invece di studiare effettivamente nuovi form factor specifici con le risorse hardware adeguate solo per Windows 10 S Mode. Sembra ancora infatti tutta da definire la strategia di Microsoft riguardo la “comunicazione” di cosa l’utente finale sta acquistando e di cosa potrebbe fare e a quale prezzo, evidentemente comunicazione da studiare in modo preciso con gli OEM. 

Come infatti si potranno orientare i clienti nel distinguere i device perfetti per Windows 10 S Mode, ma magari meno adatti per gli upgrade a Windows 10 Home e Pro, da quelli venduti con Windows 10 in modalità S Mode, ma effettivamente adeguati per qualsiasi upgrade?

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