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La fila delle denunce si ingrossa. In tanti stanno andando alla carica, armati di avvocati e codici, contro il sito di video sharing: la Premier League sfida YouTube, la Nbc Universal si unisce a Viacom (già protagonista di un risarcimento miliardario chiesto a YouTube), anche la produzione musicale indipendente di Bourne non sta a guardare e il governo Thailandese prende contromisure. Al centro delle contese: la violazione di massa del copyright. Google difende il sito, affermando che opera sotto l’ombrello del Digital Millennium Copyright Act (Dmca). Ma la presenza dei materiali video sotto copyright puntano l’indice contro YouTube, che rischia la class action. Nel frattempo il sito accelera sul versante della condivisione dei guadagni (revenue sharing) per distogliere l’attenzione dall’upload pirata, e premiare in positivo l’upload di autoproduzioni e video amatoriali. Condividere è bello, guadagnandoci è meglio. Nel rispetto dei diritti di proprietà delle immagini.