ZTE Axon M con doppio display, impresa ardita

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IN PROVA – Abbiamo utilizzato a fondo ZTE Axon M lo smartphone con un doppio schermo utilizzabile in tanti modi diversi. Pregi e difetti di questa soluzione originale che meritava ancora più coraggio…

Bisogna riconoscerlo: tra le tantissime proposte di smartphone annunciati, presentati e resi disponibili in questo primo semestre del 2018, senza dubbio ZTE Axon M è la proposta più originale, che propone davvero un cambiamento di paradigma.

La novità è data dalla disponibilità di un doppio display utilizzabile in quattro modalità differenti. Sui due display disponibili (in rapporto di forma 16:9) si può avere la stessa identica immagine, e questa modalità tornerà utile per esempio quando si appoggia lo smartphone ripiegato a tenda, in modo da consentire la stessa visualizzazione a due persone che stanno di fronte (modalità Condivisa).

ZTE Axon M

Oppure si può utilizzare lo smartphone con il display in modalità Estesa e in questo caso effettivamente raddoppierà lo spazio con il sistema che arriva ad occupare tutto lo spazio disponibile, oppure si può utilizzare Axon M in modalità Dual, significa poter visualizzare su un pannello un’app e sull’altro un’altra app, utilizzandole entrambe e probabilmente è proprio questa la modalità più convincente e probabile, insieme a quella Estesa, per esempio con specifiche app come le mappe visualizzabili su un pannello praticamente quadrato con ben 6,75 pollici di diagonale. 

Resta infine la possibilità per l’utente di utilizzare semplicemente lo smartphone come è sempre stato abituato a fare (modalità Singola), ma in questo caso non si capisce proprio perché abbia scelto un device di questo tipo. 

Sì, perché comunque parliamo di uno smartphone impegnativo da diversi punti di vista, e proprio per questo va scelto con cura. Insomma, il doppio display deve essere per voi una reale esigenza, per la quale dovrete essere pronti a pagare qualche cosa e non solo in termini di prezzo

Basta una semplice nota: quando utilizzate ZTE Axon M come un semplice smartphone, la parte posteriore del vostro device è semplicemente l’altro display. Pensate se vi dovesse cadere…Non solo: un doppio display significa più peso, e dimensioni non certo ridotte. Ma entriamo nei dettagli della prova.  

ZTE Axon M, la descrizione e le specifiche

ZTE Axon M è comodo da tenere in mano nella modalità Singola, anche se fa sentire tutto il suo peso (circa 230 grammi), anche per la qualità dei materiali scelti con i profili completamente di metallo (alluminio) e ovviamente fronte e dorso in vetro 2.5D Corning Gorilla 5. La cerniera (con un blocco centrale importante) che assicura l’utilizzo dei display si è rivelata affidabile e convincente, con un “clac” di scatto sicuro, piuttosto non è semplicissimo “aprire” lo smartphone.

Non ci si poteva aspettare certo uno smartphone ultrasottile (12 mm), e così infatti non è; per quanto propone però a nostro avviso la “quadra” merita comunque la sufficienza. I problemi da risolvere in una proposta di questo tipo non devono essere stati pochi e per esempio abbiamo notato un minimo disallineamento tra il display sinistro e quello destro, probabilmente a causa delle cerniere.

Axon M si presenta con il profilo sinistro che ospita il tasto di accensione praticamente a filo con integrato il lettore di impronte digitali, appena sopra il controllo volume, e sotto il tasto per attivare la fotocamera. In alto a sinistra c’è il cassettino per il lettore delle microSD e per ospitare la nanoSIM. L’interfaccia di connessione è USB Type C (ma 1.0). Il profilo destro è ovviamente occupato dalla cerniera.

ZTE Axon M

La “manabilità” nel complesso è più che soddisfacente, si tiene bene in mano sfruttando entrambi gli schermi (Estesa), soddisfa nella presa singola, anche se bisogna essere pronti sempre a vegliare sulla scivolosità data dalla doppia superficie in vetro. 

Per le specifiche partiamo davvero dal display. Parliamo di due schermi da 5,2 pollici di diagonale, con risoluzione Full HD, entrambi in grado di sfruttare la tecnologia LCD TFT per una densità di 426 ppi.  Il motore è Snapdragon 821 di Qualcomm (grafica Adreno 530), una proposta top qualche tempo, ora non più. Si tratta di un Quad-Core su architettura ovviamente ARM v8 che lavora a 215 GHz. Compreso lo spazio in parte occupato da Android Nougat (7.1.2, per ora) che lavora insieme alle app sfruttando 4 Gbyte di RAM mentre si hanno a disposizione complessivamente 64 Gbyte di memoria per app e dati, oltre all’eventuale espansione tramite schedina MicroSD. 

ZTE Axon M

Il comparto fotografico è nutrito con una fotocamera unica frontale e posteriore da 20 MP. Una scelta coraggiosa, indubbiamente sensata – considerato il form factor – eppure non troppo pratica, perché l’utilizzo come soluzione frontale o posteriore comunque porta a passaggi di troppo. Il sensore è fornito da Sony (IMX350), mentre l’ottica ha un’apertura del diaframma massima f1.8. Non è previsto lo stabilizzatore ottico dell’immagine.  

La registrazione dei video è possibile nella risoluzione massima UHD a 30 fps. Interessante la dotazione audio. E’ supportato Dolby Atmos, sono presenti due diffusori, si può ancora utilizzare la presa mini-jack e nel complesso la resa non delude. Per quanto riguarda la batteria (da 3180 mAh, con Qualcomm Quick Charge 3.0 supportato grazie alla piattaforma del chipset adottata e utilizzabile con il caricatore in dotazione) ecco, in questo caso, una piccola sorpresa c’è.

ZTE Axon M

Ci si sarebbe potuti aspettare un’autonomia limitata, considerato il doppio display, ma nelle nostre prove siamo riusciti sempre a chiudere la giornata con un utilizzo non intensivo – se non per quanto riguarda la posta elettronica e le app tipiche utilizzate dagli smart worker in mobilità –  ma comunque importante. Certo l’utilizzo costante invece con doppio display e con applicazioni intensive non permetterà di tirare tardi la sera senza preoccupazioni.  

Per quanto riguarda il comparto radio e WiFi: sono supportate le connessioni WiFi anche ac, e Bluetooth 4.2, è previsto il ricevitore radio FM, e ovviamente il GPS, invece stranamente questo modello non contempla il supporto per NFC, che la piattaforma Qualcomm comunque abiliterebbe. Tutti i sensori che diamo oramai per scontati sono presenti e lavorano adeguatamente. Su un dispositivo di questo tipo, per esempio, è molto importante che accelerometro e giroscopio non diano fastidi e in effetti non ne danno.  

ZTE Axon M, l’esperienza e il giudizio

Indubbiamente un tale stravolgimento del form factor richiede un periodo di “apprendimento”, meglio “abitudine”. E’ naturale questo, non è un limite dello smartphone. In fondo si ha davvero in mano un oggetto diverso dal solito. E da elogiare  è la scelta di ZTE di non forzare per nulla la mano con la proposta di app e interfacce così particolari da snaturare l’intuitività di Nougat, pur con un device talmente originale che la tentazione di farlo sarebbe potuta risultare insostenibile. 

E questo è un un punto di forza. Poiché il doppio display è la caratteristica più importante è giusto anche partire da qui. Sono buone le implementazioni software per consentire all’utente di capire subito come vuole sfruttare le quattro modalità di utilizzo (con la barra in basso che guida nella scelta), invece è un limite il fatto che quanto ci si aspetta, in termini di fluidità, per esempio nello scrolling, non sempre arriva.

Parliamo di un’integrazione hardware e software che probabilmente merita ancora di maturare, anche perché le qualità dei pannelli non sono deludenti, ben studiate le gesture, buona la calibrazione e la possibilità di gestire la taratura.

Pensiamo inoltre che probabilmente questo progetto sarebbe riuscito molto più convincente con l’adozione di una piattaforma top e specifiche ancora migliori. Osare così tanto nel form factor (e con coraggio, e lo apprezziamo) avrebbe richiesto di andare fino in fondo con una dotazione da vero prima della classe, per garantire prestazioni migliori in ogni comparto e tutta la fluidità che a volte manca. Non è infatti questo uno smartphone da “volumi” ma, chi ha bisogno del doppio display, probabilmente vuole anche potersi distinguere senza patire lag di sorta.

ZTE Axon M

Lo smartphone è disponibile in esclusiva con TIM e il target della proposta include senza dubbio gli smart worker. Avrebbe potuto avere senso osare di più anche nel comparto radio, con la disponibilità di un utilizzo con doppia SIM. Qui probabilmente hanno prevalso le ragioni dell’operatore.

Proprio per il target, che abbiamo individuato in questo senso, pensiamo che tutto sommato le caratteristiche e il potenziale multimediale, pur senza stupire, per nulla, sia tuttavia calibrato correttamente. Non ci si deve aspettare fotografie con effetto Wow, specialmente in ambienti poco luminosi, non ci si deve aspettare nemmeno le magìe decantate per i top grazie all’AI.

In questo caso però è stato corretto calibrare la proprosta proprio in questo ambito. E quindi la criticità maggiore a nostro avviso resta la scelta della piattaforma Snapdragon 821 e non il comparto fotocamera.

Per dire, considerato il modello distributivo scelto, sarebbe potuta essere un’ottima idea lavorare su una piattaforma top, anche ad un prezzo più alto, ma comunque favorendo l’adozione in abbonamento con canone mensile.

Opzione che ovviamente è presente, ma che ben calibrata avrebbe potuto contribuire a far digerire un prezzo ancora più alto e far diventare Axon M un vero modello di riferimento e come tale farsi riconoscere con tutte le sue apprezzabili originalità.

Sempre senza puntare sui volumi. Sappiamo che lavorare su un concetto di forma innovativo allunga i tempi, sono molti di più i problemi da risolvere, forse anche per questo è Snapdragon 821 la piattaforma, però 6 Gbyte di Ram a loro volta avrebbero aiutato e offrirli non sarebbe costato nulla di più in termini di sviluppo. 

I benchmark Antutu confermano le nostre opinioni, con un punteggio complessivo solo di poco superiore per esempio a quanto ha ottenuto, molto tempo prima, dallo smartphone Huawei P10 di una generazione precedente a quella attuale.  

Così ZTE Axon M allo stesso tempo stupisce, invoglia ma finisce per lasciare l’impressione di aver speso tanto lo stesso, senza poter disporre di uno smartphone che si fa invidiare, oltre che notare.

Chi desidera ZTE Axon M può acquistarlo in un’unica soluzione pagando 899,99 euro sul sito TIM, oppure con un fee mensile di 20 per 30 mesi, quindi con un risparmio sul prezzo di listino attuale di circa un terzo.  Per assicurare i clienti ZTE propone il programma Axon M Passport, qui i dettagli.

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