Zuckerberg a Bruxelles, in streaming domande e risposte alla vigilia del GDPR

Autorità e normativeAziendeNormativa
Mark Zuckerberg in Italia, dopo aver incontrato il Papa e il presidente del Consiglio, ha tenuto un discorso all'università Luiss e ha doato 500 mila dollari alla Croce Rossa per aiutare le vittime del terremoto in Centro-Italia

Zuckerberg ha accettato la diretta streaming per l’audizione al Parlamento UE. Ecco alcuni dei temi su cui sarà interrogato il fondatore di Facebook

Per stasera è prevista la diretta streaming dell’incontro che si terrà tra Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook e i componenti della Conferenza dei Presidenti dell’Eurocamera presso il Parlamento Europeo.

E l’annuncio è arrivato proprio dal Presidente in carica, l’italiano Antonio Tajani. In un certo senso la diretta di stasera è già un successo. Zuckerberg infatti sembra riservare all’Europa un trattamento decisamente migliore rispetto a quello riservato al Regno Unito dove invece ha deciso di non presentarsi del tutto. 

L’incontro ha più di una valenza, considerato il fatto che si terrà alla vigilia della piena entrata in vigore del GDPR (25 maggio) e inevitabilmente il fondatore sarà chiamato a chiarire come il Regolamento impatterà sul suo modello di business.
Meno dati, meno informazioni, meno business sembrano essere una delle dirette conseguenze per Facebook, una volta che dovrà essere chiesto agli utenti e comunicato cosa viene condiviso, come, dove. 

La quantità di utenti del social network e i precedenti in occasione della vicenda Cambridge Analytica richiedono per l’invitato speciale di questa sera una serie di rassicurazioni, proprio in relazione non solo all’utilizzo dei dati, ma al controllo su notizie e profili immessi nel flusso informativo. Da un lato, Facebook si è impegnata ad incrementare il “fattore” di controllo umano, in termini di revisione dei contenuti, quindi con un numero maggiore di risorse, dall’altro pensare che la sicurezza passi dalla verifica “umana” sui contenuti si può ben comprendere come sia una proposta del tutto surreale. 

Facebook questa sera sarà anche chiamata a dare conto di come viene gestita la condivisione dei dati tra i vari social di Zuckerberg. Ricordiamo che WhatsUp, Instagram e Messenger di Facebook sono in pratica di un unico padrone, così come bisogna ricordare che una serie di gruppi (tra cui Content Creators Coalition e Open Markets) ha già da tempo lanciato l’allarme sulla gestione unilaterale delle informazioni, così come è oggi sulle piattaforme di Zuckerberg, e il fondatore si troverà a dare conto anche di cosa accade ai profili dei suoi utenti, quando lasciano Facebook ma restano loggati ad altri servizi, e navigano su altri siti o utilizzano altri servizi. Quali sono le informazioni scambiate?

E’ e sarà davvero facile e possibile, come richiede il GDPR, per gli utenti di Facebook fare “tabula rasa” delle proprie informazioni e di tutte le correlazioni con gli altri post in cui quelle informazioni sarebbero comunque di nuovo rintracciabili? Davvero difficile da risolvere, come già è per altri social, il rebus relativo alla protezione sui profili dei minori.

Un buon lavoro in questo senso è stato svolto da Apple, che risiede una serie di controlli incrociati con l’account dei genitori. Facebook può davvero permettersi di fare altrettanto? Può rinunciare a una miniera di informazioni dirette o raccolte? Stasera si vedrà quanto è effettivamente possibile rispondere a domande su un “business” che ancora prima di essere regolamentato sembra già sfuggire di mano.      

Read also :
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore